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Giallo alla Alstom di Colleferro, tre dirigenti chiusi in azienda per ore

«Si è concluso da qualche minuto l'incontro tra la direzione dell'Alstom di Colleferro, i lavoratori e l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi. Siamo stati tranquilli tutta la giornata, è stata una giornata di lavoro come altre. Non c'è stato alcun sequestro così come non ci sono state paure e tensioni. È stata una civilissima manifestazione, una protesta sindacale».

«Si è concluso da qualche minuto l’incontro tra la direzione dell’Alstom di Colleferro, i lavoratori e l’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi. Siamo stati tranquilli tutta la giornata, è stata una giornata di lavoro come altre. Non c’è stato alcun sequestro così come non ci sono state paure e tensioni. È stata una civilissima manifestazione, una protesta sindacale».

Nelle parole di uno dei manager dell’azienda francese, l’epilogo di una giornata molto concitata, cominciata con la notizia che gli operai dell’azienda hanno «sequestrato» tre dirigenti (il francese Bruno Juillemet, vice-presidente delle risorse umane, Francesca Cortella, direttore personale di Milano e Riccardo Pierobon dell’ufficio comunicazione di Milano). Conciliante anche la dichiarazione dei sindacati. «È finita con un pareggio. Bisognerà attendere la partita definitiva che si giocherà tra il 16 ottobre e il 28 novembre che è la data ultima nella quale Alstom deciderà se passare ad una Cig straordinaria e quindi ad uan chiusura o se tenere aperto questo sito», afferma uno dei delegati che ha partecipato alle trattative tra le parti, Diego Santia.

LA CRONACA DELLA GIORNATA – Dalla mattinata all’esterno dello stabilimento si raduna un presidio permanente dei lavoratori. Sul luogo della protesta arrivano, per partecipare alla trattativa l’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi e il sindaco di Colleferro con l’obiettivo di mediare una soluzione. E’ lo stesso primo cittadino, Mario Cacciotti, che, per primo, si preoccupa di smentire il sequestro, così come fa uno dei manager, Pierobon. «Siamo qui da stamani e non abbiamo ancora avuto necessità di uscire dalla fabbrica. Abbiamo tranquillizzato carabinieri e polizia che non siamo stati sequestrati. Volevamo sdrammatizzare, non c’è stato alcun tipo di intimidazione o violenza nei nostri confronti. Al momento è in corso una legittima e civile dimostrazione da parte degli operai. C’è una protesta davanti all’azienda di Colleferro – aggiunge -. Ma noi siamo venuti per una riunione del sindacato internazionale di Alstom. La riunione parte domani, ma siamo già tutti qui perché oggi siamo venuti a visitare la fabbrica».

IL SINDACATO -A parlare di sequestro è, all’inizio, il sindacato: «Non permettiamo a nessuno di uscire: li abbiamo chiusi in direzione, bloccando l’ingresso», aveva dichiarato Paolo Caviglia, Rsu Cgil dell’Alstom di Colleferro, riferendo di una protesta in corso nella stessa azienda della Valle del Sacco. «Abbiamo ricevuto questa mattina una visita da parte della direzione generale dell’Alstom – prosegue Caviglia -. Abbiamo avuto con loro un incontro nel quale ci hanno ribadito che in assenza di commesse di lavoro questo stabilimento ha poca vita. Lo scenario potrebbe cambiare con una apertura di gare d’appalto e, naturalmente, in possibilità di vittoria. Noi lavoratori abbiamo avuto una reazione: abbiamo fermato le attività e abbiamo fatto un presidio davanti alla direzione non facendo uscire nessuno». Più tardi un comunicato del coordinamento sindacale nazionale Fim-Fiom-Uilm cerca di calmare gli animi: «Nella giornata di oggi i rappresentanti della Direzione di Alstom Italia e del vice capo del personale francese della multinazionale, si sono recati nello stabilimento di Colleferro per comunicare ai rappresentanti sindacali di fabbrica la volontà di chiudere l’azienda. La reazione delle rappresentanze sindacali unitarie e dei lavoratori è stata quella di presidiare gli uffici della Direzione dove si trovavano oltre ai tre dirigenti anche il responsabile del personale e il capo della produzione di Alstom di Colleferro senza ricorrere a forme violente. Non c’è stata e non c’è nemmeno la benché minima intenzione di sequestro o di rapimento, bensì una risposta civile dei lavoratori esasperati rispetto al loro futuro e a quello delle loro famiglie».

IL SINDACO E L’ASSESSORE REGIONALE – «I lavoratori manifestano ma la situazione è calma. Certo, gli animi sono esasperati perché oggi, nel corso di una riunione, è stato comunicato ai dipendenti che lo stabilimento ha nove mesi di vita». Il sindaco di Colleferro (Roma) Mario Cacciotti, si è recato all’Alstom di Colleferro, dove è arrivata anche l’assessore regionale al avoro Alessandra Tibaldi per la mediazione congiunta tra dipendenti e vertici dell’azienda. «Non c’è nessun sequestro dei manager – sottolinea il sindaco – manager e lavoratori sono fuori dallo stabilimento perchè all’annuncio i dipendenti sono scesi in sciopero». Anche dalla questura fanno sapere che la situazione all’interno dello stabilimento è sotto controllo. Interviene anche il ministro Sacconi parlando di «un tentativo di drammatizzazione mediatica che non può essere assecondato perché costituirebbe un pericoloso precedente: ho potuto appurare tramite il ministro dell’Interno che per fortuna la libera circolazione dalla e per la fabbrica è garantita da una presenza di carabinieri».

L’AZIENDA – L’Alstom è un’azienda francese leader nella fornitura e manutenzione dei treni, con stabilimenti in oltre 60 paesi in tutto il mondo. In Italia ha circa 3.000 dipendenti sparsi nelle otto sedi, i principali sono Savigliano (Cuneo), e Colleferro, rilevati nel 2000 da Fiat Ferroviaria insieme anche alla proprietà della tecnologia del Pendolino. Nel 2006 comincià però la crisi di Colleferro. Scaduta la commessa Minuetto, per la fornitura di 200 treni regionali per le ferrovie italiane, Alstom inizia a lamentare l’ impossibilità di continuare a operare nel territorio italiano causa la mancanza di gare d’appalto da parte del suo maggiore committente Trenitalia e vuole fare di Colleferro solo un sito di manutenzione dei treni. Così avviene e gli attuali 150 dipendenti, 50 dei quali già in cassintegrazione, rischiano di veder chiuso il loro stabilimento se fra nove mesi non ci saranno nuove commesse per la manutenzione. Tra i suoi clienti oltre a Trenitalia anche la Ntv di Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle.

SETTORE FERROVIARIO E CRISI – Il sindacato parla di lavoratori «esasperati perché da tempo continuano a ricevere promesse di impegno da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali, in una realtà devastata industrialmente come Colleferro. Il settore ferroviario in Italia è in crisi, il servizio è scadente e Trenitalia da quattro anni non promuove gare per migliorare la situazione. L’azienda deve fare il suo mestiere partecipando alle gare e ricercare ordini senza porre minacce di chiusura della fabbrica e di licenziamenti, le istituzioni tutte devono attivarsi per superare i disastri presenti nel settore ferroviario in Italia e per evitare che si chiudono realtà con professionalità , capacità produttive utili per il Paese e per l’uscita dalla crisi». Il coordinamento sindacale nazionale si «attiverà perché dalla Regione Lazio e dal Ministero dello Sviluppo possono arrivare le risposte necessarie per evitare un ulteriore disastro all’industria Italia e ai lavoratori che vi lavorano».

 

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