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Alga tossica: “Evitare pesca amatoriale”

La diffusione dell'alga Ostreopsis Ovata deve spingere ad alcuni atteggiamenti di prudenza.

La diffusione dell’alga Ostreopsis Ovata deve spingere ad alcuni atteggiamenti di prudenza.

L’Assessorato alla Sanità del Comune di Napoli ed il Servizio Veterinario della ASL Napoli 1, rilevata la presenza dell’alga marina Ostreopsis Ovata in alcuni punti dei Golfi di Napoli e Pozzuoli, nel ricordare che l’ingestione o l’inalazione delle tossine da essa prodotte possono provocare effetti nocivi, raccomandano alla popolazione di consumare esclusivamente frutti di mare, crostacei (granchi etc), echinodermi (ricci di mare) provenienti da zone acquee autorizzate e poste sotto il controllo dei Servizi Veterinari dell’ASL.

L’Assessorato ha invitato la cittadinanza ad evitare la pesca amatoriale per l’autoconsumo dei frutti di mare, dei granchi e dei ricci e ad acquistarli solo quando sia presente regolare etichettatura che ne cerifichi la regolarità di allevamento, raccolta e commercializzazione.

Per chiarimenti, inoltre, è possibile contattare i competenti servizi della ASL ai numeri 081 2548736, 081 2548737, 081 254 8740 fax. 

 

L’Ostreopsis ovata è una microalga che appartiene alla famiglia delle Ostreopsidaceae. È una specie tipica dei climi caldi e tropicali, ma negli ultimi anni è presente anche sulle coste italiane. La fioritura dell’alga è stata segnalata nelle acque del litorale di Genova ma anche già osservata in numerose occasioni in Toscana, Emilia-Romagna e Puglia già dall’estate 2003-2004.

Nell’ottobre 2006 è stata ritrovata nel Golfo di Trieste da parte del Laboratorio ARPA FVG del dipartimento di Gorizia.

La fioritura dell’alga, può causare un’intossicazione i cui sintomi indirizzano verso un meccanismo irritativo aspecifico sulle mucose respiratorie e congiuntivali, con conseguente irritazione congiuntivale, rinorrea (raffreddore), difficoltà respiratorie (tosse, respiro sibilante, broncospasmo con moderata dispnea) e febbre.

La modalità di esposizione per il manifestarsi dei sintomi non è l’ingestione, ma l’inalazione di aerosol marino e cioè di microparticelle acquose in sospensione contenenti l’alga. Questo giustifica i sintomi anche in soggetti che non praticano attività acquatiche e rende il divieto di balneazione inappropriato per limitare l’esposizione.

La sindrome clinica è da considerare completamente benigna e non paragonabile ad altre sindromi tossiche causate da alghe. La tossicità dell’Ostreopsis ovata sembra dovuta alla produzione di una tossina non meglio identificata (solubile in butanolo) con caratteristiche in qualche modo simili alla palitossina, tossina marina ben conosciuta e molto potente.

Francesco Licastro

 

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