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10 luglio 1976, il disastro di Seveso. New York Times: “Ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia”

LOMBARDIA – 10 luglio 1976. Sono le ore 12:40 quando, nella città di Seveso, comune in provincia di Monza e Brianza, l’incidente di una industria chimica genera una delle peggiori catastrofi ambientali di sempre.

Nell’industria chimica svizzera ICMESA di Meda (Industrie Chimiche Meda Società Azionaria), parte del gruppo Givaudan & C. di Vernier S.A. di Ginevra, un guasto al reattore A101 causò la propagazione nell’aria di una nube di TCDD, la più pericolosa diossina conosciuta.

Si trattò di un evento mai avvenuto prima di allora: in nessun caso la diossina era uscita da una fabbrica e aveva colpito la popolazione e l’ambiente circostante prima di allora. L’ICMESA fu smantellata e nella zona di contaminazione (c.d. zona “A”), la più colpita dalla nube, vennero create due vasche di contenimento per i materiali contaminati e i rifiuti tossico-nocivi asportati durante la bonifica della zona. Oggi al centro della vasca di maggiori dimensioni si trovano le macerie della fabbrica stessa (perché, essendo la fonte della contaminazione, presentano livelli di tossicità molto superiori rispetto agli altri materiali nelle vasche). Al di sopra di esse è stato creato il Parco naturale Bosco delle Querce, area verde da alcuni anni aperta al pubblico.

Secondo una classifica del 2010 del periodico Time, l’incidente è all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia. Mentre, il sito americano CBS ha inserito il disastro tra le 12 peggiori catastrofi umane ambientali di sempre.

Giorgia Cremona

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