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Guida ragionata al processo bluff sulla (presunta) Trattativa

Una immagine della strage di Capaci nella quale rimasero uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta

Una immagine della strage di Capaci nella quale rimasero uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta

di Giovanni De Nigris

Tra qualche mese, il processo sulla cosiddetta Trattativa giungerà a termine, e uscirà la sentenza. Probabilmente, entro gli inizi dell’anno nuovo ne conosceremo anche le motivazioni. Qui però non ci interessa fare una valutazione sul procedimento penale e sui suoi protagonisti – sia quelli che sono stati trascinati sul banco degli imputati sia quelli che, con la toga in spalla, hanno spadroneggiato sui mezzi di comunicazione negli ultimi cinque anni spiegandoci che c’è stato un accordo schifoso tra Istituzioni e Cosa nostra.

Una immagine della strage di Capaci nella quale rimasero uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta

Una immagine della strage di Capaci nella quale rimasero uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta

Qui ci interessa, piuttosto, un aspetto che riguarda la Trattativa per quello che non è stato detto. Per mancanza di coraggio o per mancanza di preparazione, in alcuni casi. Qui ci interessa parlare di un libro «Oltre la Trattativa» (Iuppiter editore, 2017) scritto da un ex carabiniere del Ros con la prefazione di Giorgio Mulé, direttore di Panorama.

Paolo Borsellino e Leonardo Sciascia

Paolo Borsellino e Leonardo Sciascia

L’autore Vincenzo Zurlo fa un lavoro che, secondo noi, ha un valore a prescindere dall’esito processuale della Trattativa, su cui lancia pesanti ombre fino a definirla, nelle pagine finali, un processo che non sta in piedi per tutta una serie di motivi. Logici e indiziari o addirittura probatori. Ha un valore a prescindere, questo lavoro, si diceva, perché se anche il processo sulla Trattativa si concludesse con delle condanne, lo scenario che Zurlo restituisce – come annuncia la presentazione del libro «dallo studio di migliaia di atti processuali» – va appunto «oltre la Trattativa» e oltre il processo. E questo perché la malaugurata e sprovveduta gestione dell’informativa su «Mafia e appalti» e gli intrecci che avviluppano una parte della magistratura palermitana e dell’imprenditoria isolana hanno un valore in sé che dovrebbe far riflettere su come hanno vissuto (male, secondo noi) sia Giovanni Falcone sia Paolo Borsellino la loro stagione di lavoro e passione nel capoluogo della Sicilia.

Il libro "Oltre la Trattativa"

Il libro “Oltre la Trattativa”

Il libro di Zurlo è un atto di coraggio. Scrive non a caso Mulé nella prefazione: «L’autore non ha la necessità di assumere l’onere della difesa, paradossalmente è l’accusa la sua migliore arma: perché non solo è contraddittoria e illogica, ma surreale. La storia dirà che il processo show e il processo “farsa” si riveleranno per quel che sono: un’impostura. E insieme il più grande affronto agli eroi dell’antimafia, a coloro che sono stati uccisi e a quelli sopravvissuti ai quali però è toccato vivere il tempo lurido dell’infamia».

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