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Gandhi e un sogno lungo 150 anni

La sera del 14 agosto 1947 due cerimonie, una tenuta a New Delhi e l’altra a Karachi, scandiscono una nuova era del subcontinente indiano. Dalle ceneri dell’impero britannico  nascono gli stati dell’India e del Pakistan, grazie alla lotta anticoloniale dei movimenti nazionalisti indiani per l’indipendenza. Da allora la storia ci consegnerà una delle pagine di violenza a tinte religiose più cruente, sullo sfondo della migrazione di milione di persone. Musulmani contro hindu e sikh, connazionali divenuti acerrimi nemici nello stesso territorio, sul terreno dell’intolleranza e dell’odio. Eppure tra guerre fratricide c’è stato chi, con la forza della non violenza e dell’ostinazione ragionata, ha lasciato un messaggio universale di pace. Mohandas Karamchand Gandhi, il Mahatma, la grande anima, aveva auspicato attraverso il Partito del Congresso che l’India diventasse una grande democrazia laica. Sogno coltivato fino alla sua morte avvenuta il 30 gennaio del 1948, quando fu ucciso per mano di un fanatico ed ex membro della Rss hindu, all’età di 78 anni. Gandhi era nato il 2 ottobre 1869, 150 anni fa.

La scissione indiana parve a Gandhi “il fallimento di tutta la vita”, la negazione di quegli ideali di tolleranza e convivenza tra diverse anime, ai quali aveva dedicato l’impegno politico. La morte tuttavia lo ha innalzato ad eroe nazionale, il suo nome è diventato sinonimo di umanità e non violenza adottata come arma dei cuori forti. La vita del Mahatma, tra lunghe detenzioni, disobbedienze civili, proteste ideali e rinunce fisiche, è testimonianza di una lungimiranza che supera le contingenze storiche. I digiuni forzati e il voto castità che decise di prendere all’età di 37 anni, sono uno strumento di verità, un mezzo di purificazione e autocontrollo.

In cinquant’anni, da quel 1947, India e Pakistan si sono affrontati militarmente diverse volte, per il controllo delle provincie di Jammu e del Kashmir e durante la guerra civile che portò alla costituzione del Bangladesh. Nonostante gli sforzi di Gandhi, i rapporti tra i due popoli non si sono mai davvero pacificati. Questioni come la richiesta idrica in un contesto di crescita demografica, o il possesso di ordigni atomici da parte di entrambe le nazioni, affondano le loro radici nella remota secessione, e sono oggi ancora attuali.  Nonostante la lezione di Gandhi e la speranza di dare vita a due stati laici, le tendenze estremiste e integraliste sembrano destinate di nuovo a prevalere.

Marita Langella

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