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Virus A, la bambina morta a Napoli. I genitori: «Nostra figlia era sana»

Sarà l'autopsia a stabilire le cause della morte di Emiliana, la ragazza di 11 anni deceduta venerdì all'ospedale Santobono di Napoli, dopo aver contratto il virus dell'influenza A.

Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte di Emiliana, la ragazza di 11 anni deceduta venerdì all’ospedale Santobono di Napoli, dopo aver contratto il virus dell’influenza A. I genitori di Emiliana, non hanno la forza di parlare ma tramite il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, fanno sapere che «la bambina era sana almeno a quanto loro sapessero». Se la piccola avesse patologie congenite non note lo si saprà solo al termine dell’autopsia che sarà eseguita nella giornata di lunedì all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Napoli. I genitori di Emiliana, il fratello e la sorella sono chiusi nel loro dolore e fino a questo momento non vogliono parlare nè con i giornalisti nè con estranei. I funerali della piccola erano già stati fissati per domenica alle 15 nella chiesa dell’Immacolata Concezione, ma sono stati rinviati proprio per consentire l’esame medico legale. A Pompei, sui manifesti a lutto è stato affisso un nuovo avviso con il quale si annuncia il rinvio delle esequie. «Comprendeteci, siamo distrutti dal dolore – spiega un parente di Emiliana – questo non è il momento di parlare. Attendiamo l’evolversi della vicenda».

IL DIRETTORE DEL SANTOBONO – «Ancora non sappiamo» se la morte della bambina sia stata causata direttamente dalla «nuova influenza»: «Sappiamo che ha avuto complicazioni cardiache molto serie e veloci nella progressione e che nell’esame per il virus H1N1 è poi risultata positiva» ha detto Enrico De Campora, direttore sanitario dell’ospedale Santobono di Napoli, intervistato da Sky Tg24. «Ancora non sappiamo nulla, abbiamo chiesto un riscontro diagnostico», ovvero un’autopsia, continua De Campora: «Lo avevamo già previsto noi presso l’università Federico II, poi è subentrata la magistratura evidentemente per suoi motivi».

I PEDIATRI – La morte della bambina di Pompei ha spinto Pasquale Di Pietro, Presidente della Società Italiana di Pediatria ad invitare le regioni ad affrettare al massimo i tempi di intervento della vaccinazione per l’influenza H1N1. «Se l’autopsia che si sta eseguendo in queste ore confermerà, quanto emerso dalle prime indiscrezioni, che la undicenne morta a Napoli per effetto dell’influenza aveva problemi cardiaci – afferma Di Pietro -, la bambina avrebbe dovuto rientrare nelle categorie a rischio da vaccinare prioritariamente. Considerando però che il vaccino è arrivato alle Regioni, sia pure in quantità limitata, da pochissimi giorni e considerando il tempo necessario dopo la vaccinazione perchè la protezione sia efficace, la piccola in questione non avrebbe comunque potuto essere protetta». «A questo punto – sottolinea il presidente dei pediatri italiani – diventa indispensabile affrettare al massimo i tempi di intervento. Ci chiediamo – continua Di Pietro – se le Regioni abbiano già tutte attivato un adeguato piano di intervento e abbiano iniziato a lavorare in questo senso. Purtroppo dobbiamo fronteggiare una situazione di emergenza con un vaccino che si è reso disponibile con ritardo, ma a questa difficoltà oggettiva non possiamo aggiungere anche ritardi generati da disorganizzazione e confusione». E il vicepresidente della stessa associazione, Gianni Bona, ha spiegato all’Ansa che «nella nostra esperienza, questa settimana abbiamo avuto un aumento dell’80% delle visite al pronto soccorso rispetto alla settimana precedente».

LE MAMME DI POMPEI – E le parole dei pediatri non rassicurano certo la popolazione di Pompei. «Hanno chiuso le scuole? Bene. Comunque, noi i bimbi non li manderemo in classe almeno fino a quando non avranno detto una parola di chiarezza». Nella frazione «Tre ponti » di Pompei da venerdì pomeriggio si vive nell’angoscia. Le mamme si dicono maggiormente preoccupate anche perchè «qui tutti sapevamo che Emiliana era una bambina sana, in piena salute».

RICOVERATI – Intanto una donna in gravidanza, un uomo adulto e un ragazzo sono stati ricoverati per precauzione nell’ospedale Umberto I a Roma, proprio dopo aver contratto il virus dell’influenza A. Nello stesso ospedale rimangono stabili le condizioni dei tre bambini ricoverati in terapia intensiva, sempre per l’influenza, ma già affetti da patologie croniche invalidanti. Le condizioni di altri due bambini postivi al test del virus H1N1, ricoverati in osservazione breve all’interno del nosocomio romano, sono in netto miglioramento.

 

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