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Viaggi aerei più lunghi, aumentano i rischi per la salute

Viaggiare in aereo è diventato il modo piu’ comune per spostarsi sulle lunghe distanze. Ogni anno oltre due miliardi di persone salgono su velivoli che sono ormai capaci di voli senza scalo anche di 18 ore. Questo puo’ creare dei problemi per la salute e necessita’ di interventi medici a bordo. I risultati di una tavola rotonda sul tema sono stati pubblicati dalla rivista britannica The Lancet. La rivista invita i passeggeri con preesistenti problemi cardiaci o polmonari a fare attenzione, “hanno un ridotto apporto di ossigeno nel sangue e la ridotta pressione della cabina lo diminuisce ulteriormente.

Viaggiare in aereo è diventato il modo piu’ comune per spostarsi sulle lunghe distanze. Ogni anno oltre due miliardi di persone salgono su velivoli che sono ormai capaci di voli senza scalo anche di 18 ore. Questo puo’ creare dei problemi per la salute e necessita’ di interventi medici a bordo. I risultati di una tavola rotonda sul tema sono stati pubblicati dalla rivista britannica The Lancet. La rivista invita i passeggeri con preesistenti problemi cardiaci o polmonari a fare attenzione, “hanno un ridotto apporto di ossigeno nel sangue e la ridotta pressione della cabina lo diminuisce ulteriormente.

Calo tanto piu’ sensibile tante piu’ sono le ore di volo”. Il ridotto apporto di ossigeno tende a esacerbare le condizioni di salute. Secondo un recente studio citato da Lancet, “il 18% dei passeggeri con problemi di ostruzione polmonare accusano almeno dei lievi problemi respiratori durante il volo”. Soprattutto, gli studi mostrano un’associazione tra le tromboembolie e i voli aerei con tratte lunghe, con incidenze che possono anche quadruplicarsi. I picchi si hanno quando i voli arrivano a otto ore o piu’, ma il rischio comincia a salire dopo circa quattro ore. “Non è tanto una questione di business o economica – scrive Lancet – ma dell’immobilizzazione pressochè forzata”. Alcuni consigli basati, si precisa, piu’ sul buon senso che su evidenze mediche: preferire i posti di corridoio, dove le occasioni di alzarsi e stendere le gambe sono di piu’. Cambiare spesso posizione e fare ogni tanto esercizi di irrigidimento e rilascio dei muscoli delle gambe. Idratarsi e ridurre l’assunzione di alcool e caffeina. Alcuni medici, ricorda la rivista, suggeriscono anche di prendere un’aspirina prima dei viaggi piu’ lunghi, ma altri lo sconsigliano come profilassi di routine, quando non ci siano motivi precisi. Il cosiddetto jetlag, ovvero l’alterazione del ciclo giorno-notte, sembra affliggere molti passeggeri delle tratte piu’ lunghe. Un ‘riassestamento’ orario completo – secondo gli esperti – richiede in media un giorno per ogni zona oraria attraversata andando verso ovest e un giorno e mezzo andando verso est. Uno studio ha concluso che assumere 0,5 grammi di melatonina una volta a destinazione puo’ essere di giovamento. “I viaggiatori aerei passano molto tempo in spazi chiusi, questo facilita il diffondersi (tra loro) di malattie infettive. – è scritto nell’articolo – Gia’ dal 1946 ci sono state notizie sul diffondersi di serie malattie infettive a bordo delle linee aeree commerciali”, dall’influenza al morbillo, enteriti, tubercolosi o, piu’ recentemente, la Sars. Sembra accertato che i viaggi aerei contribuiscano significativamente al diffondersi delle pandemie: Lancet ricorda come dopo l’11 settembre, quando per il trauma la gente negli Usa viaggiava meno in aereo, l’influenza si diffuse in ritardo e con maggior lentezza. Problemi cardiaci, respiratori o neurologici sono i piu’ frequenti segnalati tra i passeggeri in volo. I rischi nei lunghi viaggi aerei sono statisticamente maggiori per gli ultrasettantenni, anche se l’eta’ media di chi ha avuto problemi di una certa gravita’ a bordo è per gli uomini 44 anni e 49 per le donne. Sui velivoli ci sono, comunque, sempre kit medici di emergenza. Variano da compagnia a compagnia e, negli aerei piu’ grandi e moderni, è presente anche un defibrillatore cardiaco. Quando c’e un’emergenza e bordo non c’è un medico, si provvede con la telemedicina, gestita da centri di assistenza a terra. La qualita’ dell’aria nella cabine rimane un problema da risolvere per evitare malesseri diffusi come occhi arrossati, naso chiuso o irritazioni della pelle. C’è poi la pressurizzazione. Alcuni degli aerei piu’ nuovi operano a un’ ‘altitudine di cabina’ di 1.829 metri a fronte dei 2.438 di quelli un po’ piu’ vecchi.

Daniele Romano

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