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Università, mille corsi a rischio

Mentre continua la protesta dell’Onda con iniziative in tutta Italia, come la notte-spettacolo di Roma, va avanti la riforma dell’universita’. Con una possibile razionalizzazione degli oltre cinquemila corsi di laurea, che potrebbero essere tagliati di un 20%, pari a circa mille corsi in meno. Un taglio consistente che non viene dal ministro Gelmini, ma da una razionalizzazione a cui sta lavorando il Consiglio universitario nazionale (Cun) che oggi ha presentato proprio questi dati a viale Trastevere.

Mentre continua la protesta dell’Onda con iniziative in tutta Italia, come la notte-spettacolo di Roma, va avanti la riforma dell’universita’. Con una possibile razionalizzazione degli oltre cinquemila corsi di laurea, che potrebbero essere tagliati di un 20%, pari a circa mille corsi in meno. Un taglio consistente che non viene dal ministro Gelmini, ma da una razionalizzazione a cui sta lavorando il Consiglio universitario nazionale (Cun) che oggi ha presentato proprio questi dati a viale Trastevere.

Il ministro ha ricevuto il Cun per esporre le linee guida sull’Universita’ presentate dal governo e il decreto recentemente approvato. Ne è scaturita una lunga discussione su come riorganizzare i corsi di laurea in maniera piu’ efficace e per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. “In Italia esistono piu’ di 5000 corsi di laurea – ha affermato il Presidente del Consiglio Universitario Nazionale Andrea Lenzi – quasi il doppio rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema universitario monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di base e 2 di specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un fisiologico raddoppio dei corsi di laurea. Tra questi molti restano corsi strategici, ma molti vanno rimodulati o addirittura cancellati”. “Ad esempio – ha aggiunto Lenzi – non puo’ non esserci in una Universita’ un corso di ingegneria, piuttosto che di economia o di giurisprudenza che sono solitamente molto seguiti. Esistono pero’ dei corsi di laurea molto piccoli per numero di studenti. Alcuni di questi sono necessari perchè molto specifici, e anche se contato pochi iscritti sono fondamentali proprio per la loro specificita’. Poi ci sono i corsi inutili che possiamo tagliare, con pochi studenti, ma soprattutto con un obiettivo formativo e uno sbocco professionale incerto. Su questi ultimi si sta concentrando il lavoro del Cun, che nell’ottica della lotta agli sprechi all’Universita’ ingaggiata dal ministro Gelmini, ha intenzione di incidere proprio su questi corsi di laurea. Abbiamo calcolato che, grazie a questa razionalizzazione, il numero dei corsi subira’ una riduzione di circa il 20%”.

Daniele Romano

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