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Undicenne “focosa” regala preservativo a compagno

Visto che il corteggiamento “classico” fatto di bigliettini sdolcinati si era infranto sul muro, sostenuto da mattoncini di timidezza e inesperienza, della persona amata, una undicenne vicentina ha cercato di “risvegliare” l'interesse di un coetaneo della stessa scuola media, prima con letterine al calor rosso quindi offrendogli un preservativo. Paolina (nome di fantasia mutuato dalla giovane protagonista del film di Pieraccioni “Ti amo in tutte le lingue del mondo”) non si sarebbe mai aspettata pero' che il suo amoroso pressing sul ragazzo di cui si era invaghita finisse in questura. Perche' e' nell'ufficio minori della polizia di Vicenza che la piccola e' stata convocata assieme ai genitori su richiesta del papa' del ragazzino a cui aveva reso difficile e imbarazzante la vita.

Visto che il corteggiamento “classico” fatto di bigliettini sdolcinati si era infranto sul muro, sostenuto da mattoncini di timidezza e inesperienza, della persona amata, una undicenne vicentina ha cercato di “risvegliare” l’interesse di un coetaneo della stessa scuola media, prima con letterine al calor rosso quindi offrendogli un preservativo. Paolina (nome di fantasia mutuato dalla giovane protagonista del film di Pieraccioni “Ti amo in tutte le lingue del mondo”) non si sarebbe mai aspettata pero’ che il suo amoroso pressing sul ragazzo di cui si era invaghita finisse in questura. Perche’ e’ nell’ufficio minori della polizia di Vicenza che la piccola e’ stata convocata assieme ai genitori su richiesta del papa’ del ragazzino a cui aveva reso difficile e imbarazzante la vita.

I giovani, entrambi in prima media ma in due classi diverse, non si conoscevano e non si sono comunque mai rivolti la parola. Ma il colpo di fulmine, sembra nato nel cortile dell’istituto durante l’intervallo, ha reso davvero intraprendente la teenager, passata all’azione, anche spregiudicata, continuata per due mesi sino alla decisione del “suocero” di porle un freno ufficiale. Cosi’ ci ha pensato Osvaldo Sembiante, primo dirigente dell’ufficio minori della questura berica, a ricordare alla ragazza e ai suoi “distratti’ genitori che il comportamento dell’undicenne era assimilabile alle molestie per le quali solitamente interviene il codice penale. Un comportamento fastidioso, continuato, fatto anche di lettere bollenti, con espressioni e richieste sessuali esplicite, come confermato dalla Questura, arrivate a ripetizione a casa del ragazzo per oltre due mesi. Il piccolo si e’ mostrato turbato per la disinvoltura della coetanea che travolta dalla passione, tramite un’amica, gli aveva fatto recapitare in classe, durante l’intervallo, una busta con un preservativo. A quel punto la polizia, con dovuto riserbo e delicatezza, ha chiamato in questura l’innamorata e i suoi genitori, piuttosto sbalorditi nell’apprendere la vicenda. E’ bastato un pianto a dirotto dell’undicenne per chiudere il caso, con la promessa di non fara’ piu’ cose del genere. Paolina del resto, sostengono gli stessi poliziotti, non e’ una ragazzina difficile anzi: di buona famiglia e’ obbediente, brava a scuola e in casa non ha mai dato problemi. In questura non le hanno naturalmente vietato d’innamorarsi ma suggerito un contegno piu’ consono all’eta’ e al vivere civile. Alcuni insegnanti vicentini interpellati sulla vicenda confermano che se un simile gesto, l’offerta del profilattico, e’ ormai frequente tra i ragazzi maturandi, e’ la prima volta che viene registrato tra giovanissimi di scuole medie inferiori dove al massimo qualche preside ha chiuso per un po’ di giorni l’aula computer dopo aver scoperto studenti in incursioni su siti non proprio di didattica tradizionale. Il caso di Paolina e del suo inconsapevole “fidanzato” richiama invece, sia pur con aspetti diversi, la vicenda che in Veneto ha visto protagonisti la scorsa settimana due ragazzini toscani. La coppia, 13 anni lei e 12 lui di Grosseto erano entrati spavaldi una sera in un hotel del centro storico di Venezia chiedendo una camera con vista sul Canal Grande per passare una notte romantica. In questo caso erano intervenuti i carabinieri del Nucleo Natanti che avevano provveduto a riconsegnarli ai genitori.

Barbara Lucianelli

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