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Un professore investe ex allievi nel cortile della scuola

Potrebbe essere stato un raptus quello che ha travolto un insegnante di religione dell'istituto tecnico "Ernesto Guala" di Bra, nel Cuneese. Giovedì intorno alle 10 è entrato in auto nel cortile della scuola, dirigendosi verso un gruppo di suoi ex allievi che stavano andando in palestra per l'ora di educazione fisica. Ha investito un ragazzo, poi un secondo. Uno è rimasto ferito alle gambe, l'altro ha riportato contusioni meno gravi. Entrambi sono stati portati in ospedale, dove guariranno in cinque giorni. L'episodio è riportato sul quotidiano La Stampa.

Potrebbe essere stato un raptus quello che ha travolto un insegnante di religione dell’istituto tecnico “Ernesto Guala” di Bra, nel Cuneese. Giovedì intorno alle 10 è entrato in auto nel cortile della scuola, dirigendosi verso un gruppo di suoi ex allievi che stavano andando in palestra per l’ora di educazione fisica. Ha investito un ragazzo, poi un secondo. Uno è rimasto ferito alle gambe, l’altro ha riportato contusioni meno gravi. Entrambi sono stati portati in ospedale, dove guariranno in cinque giorni. L’episodio è riportato sul quotidiano La Stampa.

GESTO VOLONTARIO – Polizia e carabinieri ritengono che il gesto dell’insegnante sia stato volontario, forse per l’esasperazione dovuta al comportamento dei suoi ex studenti, con cui non aveva mai avuto buoni rapporti. Il docente è stato denunciato a piede libero dalla Procura di Alba per lesioni personali aggravate dolose e omissione di soccorso. L’auto gli è stata riconsegnata.

«PERSONA MITE» – Nessuno, tra i colleghi e coloro che lo conoscono, riesce a spiegarsi cosa sia passato nella mente dell’uomo, considerato una persona «mite». Quest’anno, però, ha cambiato sezione. «Non era più il nostro professore – hanno detto i compagni dei due ragazzi investiti -, ma è vero che l’anno scorso ci siamo andati giù pesanti. Nulla di offensivo o grave. Chiasso, baccano. Nessuna attenzione durante le lezioni». Anche il preside Ezio Delfino non riesce a trovare spiegazioni. Toccherà al professore, interpellato dal Provveditorato, fornirle.

Barbara Lucianelli

 

 

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