Blitz antiabusivismo edilizio, due arresti a Gragnano
7 agosto 2007
Sosta selvaggia a Palazzo Farnese
21 agosto 2007
Mostra tutto

Torna l’allarme racket a Castellammare

CASTELLAMMARE DI STABIA. La tregua è finita, riprende il taglieggiamento. Già ascoltate dalle forze dell’ordine decine di persone tra commercianti, imprenditori e anche semplici operai. Tutti negano di pagare il pizzo. Dopo l’arresto di Pasquale D’Alessandro, ultimo latitante della cosca scanzanese, il clan si sta riorganizzando.

CASTELLAMMARE DI STABIA. La tregua è finita, riprende il taglieggiamento. Già ascoltate dalle forze dell’ordine decine di persone tra commercianti, imprenditori e anche semplici operai. Tutti negano di pagare il pizzo. Dopo l’arresto di Pasquale D’Alessandro, ultimo latitante della cosca scanzanese, il clan si sta riorganizzando.

E’ quanto emerge dalle indagini avviate dagli agenti di polizia del commissariato stabiese guidato dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso. Secondo quanto si è appreso, a prendere temporaneamente in mano le redini della cosca criminale erano Antonio Occidente, Luigi Iaccarino e Antonino Esposito Sansone, ovvero i tre pregiudicati arrestati in settimana e ritenuti responsabili di tentata estorsione nei confronti di un dipendente della Sanitas. Adesso si indaga su una vasta schiera di pregiudicati stabiesi (in particolare sulle nuove leve della camorra locale), che starebbero cercando di approfittare del vuoto creatosi al vertice del clan per spadroneggiare a Castellammare. La camorra dunque si riorganizza, rialza la testa e comincia nuovamente a incutere timore tra imprenditori e commercianti. Già qualche settimana fa gli inquirenti avevano raccolto i primi segnali di ciò che, giorno dopo giorno, si sta adesso verificando. Minacce velate contro gli esercenti e persino qualche avvertimento rivolto a qualcuno che voleva “rompere” la piazza alla rifondata organizzazione dei D’Alessandro. Le forze dell’ordine tengono alta la guardia su un fenomeno che rischia di investire completamente la città se non si mette in campo una massiccia azione di contrasto alla malavita. Intanto gli inquirenti invitano i cittadini a denunciare ogni eventuale richiesta estorsiva rivolta adesso non solo a commercianti e imprenditori, ma anche a semplici operai. Una nuova escalation del pizzo dunque che, secondo gli investigatori, sarebbe dovuta al vuoto al vertice della cosca di Scanzano lasciato dall’arresto di Pasquale D’Alessandro.

FRANCESCO FUSCO

Comments are closed.