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Tiro a segno dal balcone, colpisce bambino

“Mi stavo esercitando a tiro al segno ma stavo mirando agli alberi”.Si e' giustificato cosi' un uomo di 42 anni,. Fabio T., che stamani da una finestra del suo appartamento, all'ottavo piano, nel quartiere Pietralata, a Roma, ha imbracciato un fucile ad aria compressa ed ha colpito, di striscio ad un fianco, un bambino di 10 anni che stava giocando in cortile con gli amichetti. Il piccolo non e' rimasto ferito soltanto perche' indossava un giubbotto. L'uomo, un impiegato di una societa' di energia, celibe, abita in largo Uzielli con la madre in una casa popolare, e' stato denunciato, in stato di liberta', per tentate lesioni aggravate.

“Mi stavo esercitando a tiro al segno ma stavo mirando agli alberi”.Si e’ giustificato cosi’ un uomo di 42 anni,. Fabio T., che stamani da una finestra del suo appartamento, all’ottavo piano, nel quartiere Pietralata, a Roma, ha imbracciato un fucile ad aria compressa ed ha colpito, di striscio ad un fianco, un bambino di 10 anni che stava giocando in cortile con gli amichetti. Il piccolo non e’ rimasto ferito soltanto perche’ indossava un giubbotto. L’uomo, un impiegato di una societa’ di energia, celibe, abita in largo Uzielli con la madre in una casa popolare, e’ stato denunciato, in stato di liberta’, per tentate lesioni aggravate.

I carabineri del comando provinciale di Roma, che hanno individuato lo sparatore dalla traiettoria del proiettile, nel suo appartamento hanno sequestrato due scatole di piombini un coltello e un bastone animato, con all’interno una sorta di spada e un manico a forma di serpente. Il fucile sequestrato e’ un ‘Gamo’ modello ‘Shadow’ e non necessita di porto d’armi. Due settimane fa, proprio di sabato, a Guidonia, in provincia di Roma, un uomo Angelo Spagnoli, ex ufficiale dell’esercito, sparo’ dal terrazzo della sua abitazione uccidendo due persone e ferendone sette. Ma uno sparo da una finestra, a Roma, ricorda soprattutto la tragedia di Marta Russo, la studentessa universitaria uccisa da un colpo di pistola mentre camminava con una sua amica in un vialetto dell’universita’ La Sapienza. Nell’arco di un paio d’anni, hanno raccontato gli abitanti della zona, sono stati colpiti con piombini esplosi da un fucile almeno cinque bambini, uno l’anno scorso anno fu ferito ad un occhio. “I medici hanno dovuto estrarre il proiettile dal palato – ha raccontato lo zio del piccolo rimasto ferito – Questi episodi avvengono quando si avvicina Natale e i bambini giocano con le miccette e qualcuno gli spara per far cessare i botti”.  A prendere le difese dello sparatore e’ stata la madre. “Non e’ stato mio figlio. Quando i carabinieri sono arrivati a casa – ha spiegato la donna – mio figlio era a letto ed ero in procinto di fargli un massaggio. Aveva comprato il fucile quand’era ragazzo per il tiro al bersaglio, per hobby ma non lo usava, lo teneva conservato. Mio figlio e’ una brava persona”. Un’opinione espressa anche dai coniugi che abitano nello stesso piano: “Persona piu’ buona di lui non c’e’, siamo sconvolti per quello che e’ successo”. In molti nella strada lo descrivono come un uomo molto chiuso e riservato.  La madre del bambino colpito ha raccontato: “Mio figlio sta bene – ha spiegato Federica P. – ma e’ sotto choc. Non appena si e’ accorto di essere stato colpito e’ scappato ed e’ tornato subito a casa. Per fortuna aveva il giubbotto, questa mattina non voleva indossarlo, ma ho insistito – ha aggiunto Federica, che ha un altro figlio piu’ grande, colpito anche lui tempo fa da un piombino che lo ha preso di striscio -. Per lo spavento, penso che ora mio figlio non uscira’ piu’ di casa per un po”’.

Barbara Lucianelli

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