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Tartaglia interrogato dal gip a San Vittore. Servizi preoccupati: rischio emulazione

Massimo Tartaglia, autore dell'aggressione contro Berlusconi in piazza Duomo a Milano, è stato interrogato per circa due ore nel carcere di San Vittore.

Massimo Tartaglia, autore dell’aggressione contro Berlusconi in piazza Duomo a Milano, è stato interrogato per circa due ore nel carcere di San Vittore. Presenti il gip Cristina Di Censo, chiamato a decidere sulla convalida dell’arresto e sulla custodia cautelare in carcere chiesta dal procuratore Spataro, e gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, difensori del 42enne. Questi ha confermato le sue responsabilità. I due legali hanno detto che Tartaglia «sta discretamente bene» e hanno chiesto per lui il ricovero in un ospedale psichiatrico, in attesa che entri in una comunità terapeutica: entrambi sono stati già individuati. La comunità ha posto solo dal 4 gennaio, per questo è stato chiesto il ricovero temporaneo in ospedale. Il gip si è riservato di decidere sulla richiesta entro i termini di legge, «cioè 48 ore».

«OGGETTI PER DIFESA» – Durante l’interrogatorio Tartaglia avrebbe giustificato il fatto di avere con sé oggetti che il ministro Maroni ha definito «atti a offendere» (tra questi un crocefisso in resina) dicendo che potevano essergli utile per difendersi da eventuali «aggressioni o disordini» durante il comizio di Berlusconi. Intanto dalle perquisizioni degli inquirenti nella casa del perito informatico, sarebbe emerso che l’uomo era molto informato sulla politica e in particolare su Berlusconi, argomenti su cui aveva raccolto un gran numero di giornali e riviste.

ACCERTAMENTI SULLA SALUTE – A Tartaglia, che ha chiesto scusa al premier con una lettera in cui ha definito il proprio gesto «superficiale, vigliacco e inconsulto», è contestato il reato di lesioni pluriaggravate. Dato che soffre di disturbi mentali, come spiegato dai suoi legali, è stato sottoposto ad accertamenti sulle sue condizioni di salute e già lunedì è stato trasferito nel centro di osservazione neuropsichiatrico di San Vittore, dove ha trascorso la seconda notte in una cella singola, sorvegliato a vista.

PER SERVIZI GESTO ISOLATO – Nel frattempo è giunta l’analisi dell’aggressione fatta dai servizi segreti: «Un gesto isolato e scollegato da qualunque altro soggetto o volontà politica», è il resoconto fatto martedì mattina durante l’audizione del Copasir (il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Rutelli) dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta che ha la delega sui servizi e da Gianni De Gennaro, direttore del Dis, l’organismo di coordinamento. Al termine della riunione Rutelli ha riferito alcuni contenuti dell’audizione sottolineando che «non c’è alcuna sicurezza privata del premier, sicurezza che è affidata all’Aisi, l’agenzia che si occupa della sicurezza interna». Ricostruendo l’aggressione in piazza Duomo, Rutelli ha ricordato che attorno a Berlusconi c’era un tale numero di guardie del corpo e addetti alla sicurezza «che si considera quasi un evento accidentale che possa essere filtrato e passato l’oggetto che lo ha colpito».

«PREMIER SIA PRUDENTE» – Malgrado la rassicurazione, i Servizi restano preoccupati per il «rischio emulazione» che potrebbe portare a nuovi pericoli per Berlusconi. Così, tutti i componenti del comitato parlamentare per la sicurezza hanno invitato il premier a una «maggiore prudenza» durante i suoi contatti con la folla in occasione di manifestazioni pubbliche. Il presidente del Consiglio, ha rilevato Rutelli, «ha modalità e volontà di stare in mezzo alla gente, che rende di fatto impossibile impedirgli dei contatti fisici con la folla e con il pubblico, lasciando in questo modo aperte sempre delle falle nella sua sicurezza personale tale da non potersene far carico né ai servizi interni né alle forze dell’ordine competenti per territorio». Essendo la sua incolumità, ha aggiunto Rutelli, un «fatto di interesse nazionale», è necessario e opportuno che «egli stesso agisca d’ora in avanti con il massimo di cautela per evitare che episodi come questo si ripetano».

 

 

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