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Su Mercurio vulcani, canali e faglie

Vulcani spenti, pianure di lava estese per milioni di chilometri, canali e faglie a profusione che disegnano la superficie di Mercurio. E' il nuovo volto del primo pianeta del sistema solare che emerge dalla mappa piu' completa mai realizzata finora e ottenuta grazie ai dati inviati dalla sonda americana Messenger. A queste scoperte Science dedica la copertina del numero di domani e una sezione speciale di 11 articoli, coordinati da universita' americane e centri della Nasa.

Vulcani spenti, pianure di lava estese per milioni di chilometri, canali e faglie a profusione che disegnano la superficie di Mercurio. E’ il nuovo volto del primo pianeta del sistema solare che emerge dalla mappa piu’ completa mai realizzata finora e ottenuta grazie ai dati inviati dalla sonda americana Messenger. A queste scoperte Science dedica la copertina del numero di domani e una sezione speciale di 11 articoli, coordinati da universita’ americane e centri della Nasa.

Le informazioni alla base degli studi sono state inviate dalla sonda nel gennaio 2008, durante il primo dei tre avvicinamenti previsti a Mercurio, gli altri due sono in programma nell’ottobre 2008 e nel settembre 2009. Messenger e’ la prima sonda che si avvicina strettamente al pianeta dopo Mariner 10 che, fra il 1974 e 1975 in tre passaggi ravvicinati svelo’ la sua superficie tempestata di crateri simile alla Luna. Ora, spiega il coordinatore di uno degli studi, Mark Robinson dell’universita’ dello Stato dell’ Arizona, abbiamo visto anche la meta’ del pianeta non osservata da Mariner 10 anche se il ritratto completo si avra’ solo con il prossimo incontro”. A 30 anni dalle immagini dell’altra sonda americana, Messenger svela le differenze dal nostro satellite. La sonda ha studiato per la prima volta la flebile atmosfera di Mercurio e ha misurato il suo debole campo magnetico mostrando un ambiente dinamico, con un cuore di ferro liquido in grado di generare un campo magnetico che interagisce con il vento solare dando vita a una nube di particelle cariche di energia. Gli strumenti della sonda hanno identificato flussi di lava, vulcani e altre caratteristiche geologiche che evidenziano una passata e intensa attivita’ vulcanica. Il bacino da impatto Caloris che si estende per un milione di chilometri, quanto California, Arizona e Nevada insieme, rileva Robinson, e’ colmo di materiali che appaiono di origine vulcanica e che implicano l’esistenza di una grande fonte di magma nel mantello superiore del pianeta. La superficie di Mercurio presenta anche corrugamenti e faglie che attraversano il bordo dei crateri, che secondo gli studi, sarebbero state provocate da una contrazione della crosta molto piu’ forte, almeno un terzo maggiore, di quanto immaginato in precedenza. Dalle ricerche emerge anche un superficie povera di ferro, “un elemento misterioso – sottolineano i ricercatori – che va ancora verificato con attenzione” che rende Mercurio insolito rispetto agli altri mondi del sistema solare.

Susy Miraglia

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