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Strage di Erba: il pm chiede l’ergastolo

«Oggi faremo un nuovo viaggio nell'orrore, così come è stato tutto questo processo». Così il pm Massimo Astori ha cominciato la sua requisitoria nel dibattimento per la strage di Erba che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. In aula sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e il suocero Carlo Castagna che, l'11 dicembre 2006 ha perso la moglie, la figlia e il nipotino Youssef. Astori ha lasciato intendere che chiederà l'ergastolo per Romano e Bazzi: «Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinché voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo» e che è «l'unica parola possibile». Il magistrato ha ricostruito i rapporti tra gli imputati e le vittime: «Raffaella Castagna e Azouz Marzouk erano un'ossessione, li odiavano». Olindo Romano, ha aggiunto, «spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari».

«Oggi faremo un nuovo viaggio nell’orrore, così come è stato tutto questo processo». Così il pm Massimo Astori ha cominciato la sua requisitoria nel dibattimento per la strage di Erba che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. In aula sono presenti gli imputati e tutti i protagonisti della vicenda: Azouz Marzouk, il tunisino marito e padre di due delle vittime, e il suocero Carlo Castagna che, l’11 dicembre 2006 ha perso la moglie, la figlia e il nipotino Youssef. Astori ha lasciato intendere che chiederà l’ergastolo per Romano e Bazzi: «Ripercorrerò tutte le tappe della vicenda affinché voi giudici possiate scrivere quella parola che si chiama ergastolo» e che è «l’unica parola possibile». Il magistrato ha ricostruito i rapporti tra gli imputati e le vittime: «Raffaella Castagna e Azouz Marzouk erano un’ossessione, li odiavano». Olindo Romano, ha aggiunto, «spiava i vicini di casa, ne calcolava gli orari».

CASTAGNA – Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, invita Olindo Romano e Rosa Bazzi a pentirsi e dichiara di non augurarsi che i due coniugi vengano condannati all’ergastolo. In un’intervista a Mattino Cinque, Castagna ha dichiarato: «Io non voglio il carcere a vita per loro due, io dico che loro devono trovare il coraggio di percorrere quel cammino di ravvedimento e di pentimento. Devono chiedere il perdono solamente a qualcuno che sta molto molto in alto». Castagna considera che Bazzi e Romano siano delle »vittime a loro volta di un disegno maligno». Dopo aver spiegato che si augura che Olindo e Rosa «prima o poi possano trovare il senso di quello che hanno compiuto», Castagna spiega di aver «ritenuto che non dovessi vivere odiandoli, sarebbe stato per me una tragedia». E poi l’uomo si spinge anche più in là: «Io sono disponibile se loro avessero desiderio di una mia presa di contatto, di una mia vicinanza , magari anche epistolare, mi sento di essere pronto per frappormi fra i miei cari e loro».

«FEROCE ATTO CRIMINALE» – Intanto in aula il Pm ha ricomposto le tessere di quello che ha definito «uno dei più feroci atti criminali che la storia del nostro Paese ricordi», «quei 20-25 minuti di inferno». Il magistrato ha individuato un prologo della tragedia nel 2001, quando in casa di Raffaella Castagna non era ancora arrivato Azouz Marzouk. «Il motore della tragedia fu avviato in quegli anni», ha detto Astori, ma la scintilla che la fece esplodere fu quell’atto di citazione per il processo del 13 dicembre 2006, due giorni dopo la strage, intentato da Raffaella Castagna contro i coniugi che l’avevano aggredita. Astori, che si avvale di immagini e contributi audio con la registrazione degli interrogatori di Olindo e Rosa, ha presentato una cruda contabilità dei colpi che hanno ucciso le quattro vittime e ferito il testimone: 76 colpi, di cui 24 sprangate e 52 coltellate. L’ultima, quella che ha ucciso Youssef nell’appartamento di Raffaella Castagna, è stata «vibrata alla gola senza pietà».

ASSALTO DI CURIOSI – Si ripete, come sempre accaduto nelle varie fasi del processo, la fila di curiosi che, sin dall’alba, hanno atteso di poter avere il tagliando che consente l’accesso in aula. Oggi, dopo una pausa di circa sette mesi dovuta all’istanza di trasferimento del processo ad altra sede presentata dalla coppia e da una loro istanza di ricusazione dei giudici comaschi (entrambe respinte), è il giorno della requisitoria. Olindo Romano e Rosa Bazzi, che hanno confessato la strage per poi ritrattare proclamandosi innocenti, sono accusati dell’omicidio di Raffaella Castagna (30 anni), di suo figlio di 2 anni Youssef, della madre della donna, Paola Galli (57 anni) e di una loro vicina di casa, Valeria Cherubini. L’11 dicembre 2006, nella corte di via Diaz a Erba, è rimasto gravemente ferito anche il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che però è sopravvissuto diventando il principale teste dell’accusa. La sentenza è attesa per il 26 novembre.

SCIOPERO DELLA FAME – Marzouk, detenuto nel carcere di Vigevano per scontare una condanna a 13 mesi per spaccio di droga, da due settimane sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro l’espulsione dall’Italia. Il tunisino ritiene ingiusta la pena accessoria dell’espulsione, posta dalla procura di Como come conditio sine qua non per dare l’assenso al pattegiamento. L’espulsione scatterà il 1° gennaio 2009, una volta scontati i 13 mesi di reclusione, e non consentirà a Marzouk di presenziare quale parte civile all’eventuale processo di appello contro Rosa Bazzi e Olindo Romano.

 

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