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Stop alla nutrizione, la procura verifica la corretta applicazione del protocollo

La Procura di Udine ha nominato un perito, primario della Rianimazione all'Ospedale di Padova, per verificare la corretta applicazione del protocollo con il quale si regolamenta l'iter per la sospensione di nutrizione e idratazione per Eluana Englaro.

La Procura di Udine ha nominato un perito, primario della Rianimazione all’Ospedale di Padova, per verificare la corretta applicazione del protocollo con il quale si regolamenta l’iter per la sospensione di nutrizione e idratazione per Eluana Englaro. Questo il motivo della presenza del perito insieme ai Nas di Roma durante la visita alla clinica “La Quiete” di Udine: uno dei passaggi chiave dell’ispezione, che avrebbe compreso anche una visita alla stanza dove giace Eluana, sarebbe stata infatti la verifica delle voci secondo cui l’alimentazione e l’idratazione non sono state sospese progressivamente (50% il primo giorno, 25% il secondo e il terzo) ma totalmente già dal primo giorno. Contravvenendo così al testo dello stesso protocollo. Mentre nella clinica “La Quiete” si sono succedute nella giornata diverse ispezioni , la procedura per la sospensione della nutrizione di Eluana Englaro comunque prosegue, anche se l’avvocato della famiglia, Vittorio Angiolini, non ha voluto confermare lo stop all’alimentazione. Nemmeno i medici hanno detto nulla in proposito. A quanto si è appreso, è stato comunque riposizionato il sondino nasogastrico che permette di idratare e nutrire Eluana. Il sondino sarebbe stato riposizionato in seguito all’episodio che in precedenza aveva portato alla sua espulsione. L’equipe medica avrebbe deciso di riposizionarlo immediatamente per proseguire il protocollo.

ISPEZIONI – Dopo la visita alla casa di riposo di Udine dei tre funzionari inviati dal ministro Sacconi, nella struttura sono entrati verso le 15 anche gli ispettori del Nas di Roma. Il loro compito è controllare se la casa di riposo abbia tutti i requisiti per poter accogliere e curare Eluana Englaro. Si è trattato di una visita accuratissima per verificare l’adeguatezza dei locali, ma della quale peraltro non sono stati resi noti gli esiti. Insieme ai Nas di Roma si trovava anche un consulente della Procura di Udine, primario della Rianimazione di Padova.

L’AVVOCATO: «TUTTO PROCEDE COME DA PROTOCOLLO» – «Siamo tranquilli e tutto procede come da protocollo» ha detto l’altro avvocato della famiglia Giuseppe Campeis, che assiste la famiglia Englaro, al termine della visita degli ispettori del Ministero del Welfare a Udine. «Ritengo che abbiano acquisito elementi di conoscenza – ha spiegato Campeis – e in base a quelli operaranno delle valutazioni che a nostro avviso non possono che essere positive per quanto ci riguarda».

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