Il decreto Gelmini diventa legge
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Scontri tra studenti, feriti e fermi

Il decreto Gelmini diventa legge dopo il sì del Senato e la protesta degli studenti si intensifica, con tafferugli tra manifestanti e polizia e tra gruppi di destra e sinistra. Il premier Silvio Berlusconi ha detto che «spiace vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra». Immediata la replica dell'Uds: «L'unico che prende in giro i ragazzi è lui, nascondendo gli 8 miliardi di euro tagliati alla scuola». Per il leader del Pd Walter Veltroni «i disordini sono stati solo l'aggressione di una parte politica sull'altra. Il grande movimento di protesta contro questo decreto deve restare pacifico. Questa deve continuare ad essere una civile protesta contro una riforma che non è una riforma, ma un semplice taglio delle risorse destinate a scuola e università». Veltroni, accogliendo la proposta dell'Idv, ha annunciato che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il decreto Gelmini.

Il decreto Gelmini diventa legge dopo il sì del Senato e la protesta degli studenti si intensifica, con tafferugli tra manifestanti e polizia e tra gruppi di destra e sinistra. Il premier Silvio Berlusconi ha detto che «spiace vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra». Immediata la replica dell’Uds: «L’unico che prende in giro i ragazzi è lui, nascondendo gli 8 miliardi di euro tagliati alla scuola». Per il leader del Pd Walter Veltroni «i disordini sono stati solo l’aggressione di una parte politica sull’altra. Il grande movimento di protesta contro questo decreto deve restare pacifico. Questa deve continuare ad essere una civile protesta contro una riforma che non è una riforma, ma un semplice taglio delle risorse destinate a scuola e università». Veltroni, accogliendo la proposta dell’Idv, ha annunciato che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il decreto Gelmini.

SCONTRI IN PIAZZA NAVONA – A Roma piazza Navona è stata teatro di pesanti scontri tra studenti di destra e di sinistra. Il bilancio è di quattro feriti, tre manifestanti e un poliziotto, tutti medicati all’ospedale Santo Spirito. I due gruppi dell’Uds e del Blocco Studentesco (movimento di destra) si sono fronteggiati con lancio di fumogeni e di tavolini e sedie dei ristoranti e locali circostanti. La polizia ha creato un cordone per dividere i manifestanti. Venti esponenti di Blocco Studentesco sono stati fermati e portati in Questura per l’identificazione. Al caos si sono aggiunti anche gli studenti della Sapienza e alcuni esponenti dei centri sociali. La tensione è salita improvvisamente e i ragazzi hanno usato di tutto di picchiarsi. Polizia e carabinieri, con scudi e manganelli, sono intervenuti per dividerli. Intorno al camion di Blocco Studentesco, molti avevano sbarre avvolte da bandiere tricolori, altri cinte e caschi. Tra quelli di sinistra, molti con il volto coperto e i caschi. Si sono lanciati decine di sedie di vimini di un bar della piazza e un enorme pinocchio di legno, preso da un negozio di giocattoli. In tarda mattinata la piazza si è svuotata: a terra residui di bottiglie rotte e fazzoletti sporchi di sangue. Gli studenti si sono spostati in corteo alla Sapienza per un’assemblea aperta. Invitati anche i ragazzi delle scuole superiori e dell’ateneo di Roma Tre. Intanto Lotta studentesca, organizzazione giovanile di Forza Nuova, afferma: «Invitiamo tutti gli studenti a mantenere la calma e a non cadere nelle provocazioni di nessuno. Gli studenti sono e restano uniti contro la riforma Gelmini».

UDS CONTRO BLOCCO STUDENTESCO – Ma lo scambio di accuse è stato pesante. «A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra – spiegano esponenti dell’Uds – due studenti a piazza Navona riportano gravi traumi alla testa e un ragazzo riporta un orecchio lacerato. È scandaloso il comportamento delle forze dell’ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica». «Ero a terra mi hanno colpito con bottiglie, cinte e caschi – ha detto uno dei due feriti -. Ci hanno caricato con violenza, alcuni avevano anche dei moschettoni che hanno utilizzato come arma contundente». E un altro: «Mi sono saltati addosso, colpivano con violenza, molti utilizzando il casco». «Noi stavamo davanti- aggiunge una studentessa -, ma loro con forza volevamo guadagnare la prima fila». Completamente diversa la versione del gruppo di destra: «I ragazzi del Blocco Studentesco sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti».

PD: IL GOVERNO RIFERISCA – Vincenzo Vita, senatore del Pd e vicepresidente della commissione Istruzione, ha chiesto al governo di riferire in Aula sugli scontri a Roma: «Dopo una vivace e determinata protesta degli studenti sotto il Senato si è assistito a una provocazione vera e propria del cosiddetto Blocco Studentesco. La polizia è intervenuta su espressa richiesta degli studenti che volevano proseguire pacificamente la loro manifestazione». Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani denuncia la «sostanziale indifferenza delle forze di polizia, fin quando lo scontro non è diventato tra fascisti e centri sociali». «Il livello dello scontro sta diventando molto pesante – ha aggiunto -. Non dobbiamo rispondere alle provocazioni».

SENATO, FISCHI A COSSIGA – Nella capitale continuano inoltre le lezioni all’aperto davanti a Montecitorio. Gli studenti sono stati raggiunti dai 133 parlamentari del Pd e dell’Idv. Fischi per Cossiga, quando il senatore a vita ha lasciato il Senato dove ha votato a favore della riforma sulla scuola. Tra gli studenti e il portone una doppia transenna e quattro file di poliziotti. Ci sono stati degli scontri e due dirigenti di polizia sono rimasti feriti. Entrambi sono stati portati nell’infermeria del Senato e poi trasferiti in ospedale: hanno riportato escoriazioni e contusioni, ma nessuna frattura. Il presidente Renato Schifani ha fatto loro visita per esprimere solidarietà.

MILANO, DUE FERITI – A Milano due ragazzi che partecipavano al corteo non autorizzato che da largo Cairoli si è mosso verso il centro, hanno denunciato di essere stati «caricati a colpi di manganelli dagli agenti della polizia». Dopo la notizia dell’approvazione al Senato della riforma scolastica sono nati spontaneamente diversi cortei non autorizzati. In San Babila al corteo principale si sono uniti quello degli studenti della facoltà di Scienze Politiche e quello proveniente dal liceo Manzoni. In piazza Meda le forze dell’ordine hanno impedito ai manifestanti di attraversare via San Paolo per arrivare in corso Vittorio Emanuele II: questi hanno protestato rumorosamente lanciando uova contro gli agenti. La manifestazione, unita alla pioggia, ha mandato in tilt il traffico. Nell’aula magna della Statale Dario Fo ha tenuto una lezione davanti a migliaia di studenti attaccando «la spocchia con cui questo governo, e per primo Silvio Berlusconi, guarda a questo movimento come qualcosa di passaggio». In tarda mattinata circa 1.500 gli universitari hanno occupato la stazione di Lambrate, bloccando temporaneamente tutti i 12 binari.

QUATTRO CORTEI A NAPOLI – Mobilitazione anche a Napoli con quattro cortei di studenti in centro. Dopo un’assemblea in piazza Plebiscito, sono stati occupati la facoltà di Lettere della Federico II e alcuni binari della stazione Centrale. A manifestare non solo ragazzi, ma anche docenti, ricercatori e dottorandi di tutta la provincia che sono scesi in strada per dire no ai tagli alla ricerca e alla riforma della scuola. Traffico paralizzato in centro e paralisi totale in varie zone della città. Secondo gli organizzatori a protestare sarebbero 10/20 mila persone. Le forze dell’ordine parlano, invece, di 5mila manifestanti. A Salerno circa 400 universitari hanno trasferito l’assemblea sulla strada all’altezza dello svincolo autostradale tra Salerno-Fisciano e Avellino, creando problemi al traffico. A Palermo un corteo spontaneo di studenti è partito dalla facoltà di Lettere diretto verso il centro della città. Prevista un’assemblea in piazza Politeama. A Torino hanno sfilato due cortei di studenti delle superiori, che si sono poi riuniti in assemblea davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche.

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