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Scioperano i netturbini

GRAGNANO. Stipendi in ritardo e da ritirare nelle banche di Caivano. Sono le decisioni della ditta Igicache si occupa della raccolta dei rifiuti a Gragnano, che ha scatenato le vibranti proteste dei dipendenti. Sono 54 i netturbini che adesso sono in stato di agitazione dopo aver ricevuto la lettera della ditta che li costringe a recarsi a Caivano, dove si trova la sede legale dell’Igica, per ritirare lo stipendio di Natale.

GRAGNANO. Stipendi in ritardo e da ritirare nelle banche di Caivano. Sono le decisioni della ditta Igicache si occupa della raccolta dei rifiuti a Gragnano, che ha scatenato le vibranti proteste dei dipendenti. Sono 54 i netturbini che adesso sono in stato di agitazione dopo aver ricevuto la lettera della ditta che li costringe a recarsi a Caivano, dove si trova la sede legale dell’Igica, per ritirare lo stipendio di Natale.

“Non è possibile – afferma Ciro Ruocco, esponente della Fit – Cisl e tra i fautori della protesta – accettare questa situazione. Abbiamo sempre ritirato lo stipendio a Gragnano e non vediamo le ragioni per le quali adesso la ditta ci obbliga a recarci a Caivano, lasciandoci con il rischio concreto di subire una rapina. Chiediamo l’intervento dei vertici dell’azienda e per questo motivo abbiamo già proclamato lo stato di agitazione permanente, che andrà avanti fino a quando non avremo una risposta positiva alle nostre richieste”. La situazione insomma è complicata. L’emergenza rifiuti del resto costringe i cittadini a fare lo shopping natalizio tra i sacchetti d’immondizia. E adesso, lo sciopero dei netturbini, rischia di far diventare Gragnano un’autentica polveriera sotto quest’aspetto. “Siamo pronti ad andare fino in fondo – commenta Gerardo Lindura, rappresentante della Cil Ambiente – per far valere un nostro diritto. L’Igica continua a snobbare gli operai di Gragnano e quella degli stipendi a Caivano è soltanto l’ultima azione negativa che è stata fatta nei nostri confronti. Non dimentichiamo infatti che siamo costretti a lavorare in condizioni molto difficili, senza attrezzature e con un vestiario non appropriato”. Le organizzazioni sindacali hanno incontrato ieri mattina anche il sindaco Michele Serrapica, il quale si è mostrato solidale con i manifestanti. Gli operai inoltre lamentano gravi disfunzioni sugli automezzi per la raccolta e sulle varie attrezzature impiegate nella loro attività. “Il personale che viene impiegato per svolgere i servizi è carente – continuano i fautori della protesta – e non riesce a soddisfare non solo le richieste dei turni ma anche le esigenze dei cittadini. A Gragnano – continuano – lavoriamo in condizioni pietose, ma adesso abbiamo deciso di fermarci fino a quando le autorità non ci verranno incontro per cercare di risolvere il problema”. I 54 dipendenti sono stati assunti con contratto part – time. Lavorano 4 ore e mezza al giorno, ma la promessa era quella di passare con il nuovo anno a 5 ore e mezza. “Noi vorremmo sapere – concludono alcuni operatori – come mai la ditta non ci fornisce più le attrezzature idonee per recarci al lavoro. Ma vorremmo sapere anche dal sindaco a che punto sono le procedure per la gara di appalto, perché sul nostro futuro c’è un grande punto interrogativo”. Nella città dei Lattari così le strade restano ancora invase da cumuli di rifiuti.

FRANCESCO FUSCO

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