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Scanzano, abbattuto bunker dei D’Alessandro

CASTELLAMMARE DI STABIA. Lotta alla camorra e all’abusivismo edilizio, abbattuto a Scanzano un bunker dei D’Alessandro. Si tratta di un monolocale in costruzione a via Pergola e già sottoposto a sequestro lo scorso febbraio dalla polizia. All’interno dell’edificio, che si estendeva su una superficie di 70 metri quadrati, erano stati arredati un bagno, una cucina e una stanza da letto.

CASTELLAMMARE DI STABIA. Lotta alla camorra e all’abusivismo edilizio, abbattuto a Scanzano un bunker dei D’Alessandro. Si tratta di un monolocale in costruzione a via Pergola e già sottoposto a sequestro lo scorso febbraio dalla polizia. All’interno dell’edificio, che si estendeva su una superficie di 70 metri quadrati, erano stati arredati un bagno, una cucina e una stanza da letto.

  L’operazione è stata effettuata ieri mattina dagli agenti di polizia del locale commissariato agli ordini del primo dirigente Luigi Petrillo e del vicequestore Stefania Grasso, in collaborazione con il corpo di polizia municipale cittadino. La costruzione, completamente abusiva, era difesa da una porta blindata antiproiettile. Si trattava di una dependance a piano terra dotata di tutti i comfort da utilizzare come nascondiglio. Nel corso delle operazioni di abbattimento gli agenti hanno scoperto le iniziali M.D. ben scolpite sul ferro. Si tratta delle iniziali del defunto boss Michele D’Alessandro, che secondo gli inquirenti rappresentano il vero marchio di famiglia impresso sull’edificio. Nella struttura c’erano due finestre, una delle quali si affaccia su terreni di aperti. Insomma, una vera e propria via di fuga secondaria, che con ogni probabilità è stata usata in passato dai latitanti della cosca camorristica stabiese. Nel bunker di Scanzano, ancora in fase di costruzione, erano già pronti i collegamenti per gli impianti di riscaldamenti, luce, gas e telefono. Ufficialmente le palazzine tra cui era sorto il monolocale abusivo sono di proprietà della Iacp, istituto autonomo case popolari. Non è stato ancora identificato il committente dei lavori, anche se sono state avviate delle indagini da parte delle forze dell’ordine. Secondo la polizia infatti, che procede comunque contro ignoti, è probabile che la struttura fosse in uso al figlio dell’ex mammasantissima don Mimì, Vincenzo D’Alessandro. Nella palazzina alla destra del bunker vive invece Teresa Martone, moglie di Michele D’Alessandro. Un plauso alle forze dell’ordine è stato formulato dal sindaco Salvatore Vozza, che ha espresso grande soddisfazione per l’abbattimento de manufatto. “La lotta ai clan- sottolinea il primo cittadino- non si ferma mai. Deve continuare con determinazione e avvalersi della massima collaborazione tra le istituzioni, come dimostra
l´operazione di stamattina che ha visto fianco a fianco gli agenti del commissariato di Polizia e i vigili urbani. Nella lotta ai clan la collaborazione tra istituzioni e città deve rinsaldarsi sempre di più”. “L´abbattimento nel cuore di Scanzano- continua il sindaco Vozza- ha un significato non soltanto simbolico. Tutto ciò sta infatti a testimoniare che le condizioni di legalità possono e devono essere ripristinate in ogni luogo della città. Ringrazio le forze dell´ordine e la magistratura per l´importante opera di contrasto alla criminalità organizzata che svolgono con impegno quotidiano, ribadendo che il Comune è sempre al loro fianco”.

FRANCESCO FUSCO

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