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Sandri, tifosi e bandiere in tribunale

Attesa a ore la sentenza del processo che vede imputato l'agente Luigi Spaccarotella: è accusato di omicidio nei confronti del tifoso laziale Gabriele Sandri, morto l'11 novembre 2007 nell'area di servizio di Badia al Pino Est.

Attesa a ore la sentenza del processo che vede imputato l’agente Luigi Spaccarotella: è accusato di omicidio nei confronti del tifoso laziale Gabriele Sandri, morto l’11 novembre 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino Est.

«AZIONE INSENSATA» – In Corte d’assise il pm Giuseppe Ledda, che ha mimato l’atto dello sparo a braccia tese come aveva già fatto giovedì, ha detto che il comportamento dell’agente è stato «privo di una giustificazione razionale: correre con la pistola in mano, il cane armato, puntare l’arma a due mani e rimettere il dito sul grilletto è privo di giustificazione. L’azione è insensata dall’inizio alla fine, ma 5 testi l’hanno vista». Secondo il pm quando l’agente rimette il dito sul grilletto è «in una prospettiva di offesa alla persona. È improbabile che abbia mirato ai pneumatici, aveva di fronte a se la parte più alta della carrozzeria: c’era un enorme rischio di colpire l’abitacolo». Per l’avvocato di parte civile Michele Monaco «quel giorno Spaccarotella compie un’azione da folle, ma lucida».

SPACCAROTELLA ASSENTE – Dopo le repliche della difesa, alle 11.30 il presidente della Corte Mauro Bilancetti ha dato inizio alla camera di consiglio, al termine della quale i giudici dovrebbero emettere la sentenza di primo grado. Sono presenti i familiari di Sandri, mentre l’imputato non è in aula. Per lui il pm ha chiesto una condanna a 14 anni per omicidio volontario, mentre la difesa punta alla derubricazione del reato in omicidio colposo, che prevede una pena fino a 5 anni. I difensori dell’agente della Polstrada hanno chiesto il riconoscimento della non volontarietà dello sparo a Sandri, ferme restando le attenuanti generiche già riconosciute dal pm.

TIFOSI E STRISCIONI – In tribunale sono arrivati alla spicciolata alcuni tifosi laziali amici di Sandri; altri sono rimasti fuori ad aspettare la sentenza. All’ingresso dell’edificio, accanto alla bandiera tricolore con la scritta «Giustizia per Gabriele» portata dalla madre del ragazzo, ci sono degli striscioni («È ora che sia fatta giustizia per Gabriele», «Curva sud Arezzo») e una foto del ragazzo con scritto «Gabriele con noi».

 

 

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