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Rogo in una baracca: morti madre e figlio

Una madre e suo figlio sono stati trovati morti a causa dell'incendio divampato poco prima delle 8,30 all'interno di una baracca nella pineta di Castelfusano a Ostia, sul litorale romano. Madre e figlio, romeni, sono morti tra le fiamme e sono stati ritrovati completamente carbonizzati. La donna, 32 anni, era arrivata solo domenica scorsa dalla Romania, dove vive col figlio, a Roma per trascorrere le feste di Natale col marito, che vive da tempo nella capitale. A rivelare la circostanza lo stesso marito della vittima che è stato ascoltato dai carabinieri del gruppo di Ostia.

Una madre e suo figlio sono stati trovati morti a causa dell’incendio divampato poco prima delle 8,30 all’interno di una baracca nella pineta di Castelfusano a Ostia, sul litorale romano. Madre e figlio, romeni, sono morti tra le fiamme e sono stati ritrovati completamente carbonizzati. La donna, 32 anni, era arrivata solo domenica scorsa dalla Romania, dove vive col figlio, a Roma per trascorrere le feste di Natale col marito, che vive da tempo nella capitale. A rivelare la circostanza lo stesso marito della vittima che è stato ascoltato dai carabinieri del gruppo di Ostia.

SOCCORSI INUTILI – A nulla è servito l’intervento dei vigili del fuoco. L’azione dei pompieri – si spiega – è stata inoltre in qualche modo rallentata dal luogo impervio, tanto che i vigili hanno dovuto farsi spazio a piedi tra la vegetazione e lasciare i mezzi di soccorso sulla strada. L’incendio è stato domato con la sabbia.

FUOCO PER SCALDARSI – A quanto si è appreso, il marito della donna era andato a lavorare presto e perciò non era nella baracca al momento dello scoppio dell’incendio, provocato, sembra, da una fiammata divampata da un fuoco acceso per riscaldare l’interno della baracca. Per accendere il fuoco la donna avrebbe utilizzato una bottiglia di alcol e materiale plastico.

CARITAS – Non può essere considerato una fatalità, ha affermato monsignor Guerrino Di Tora, direttore della Caritas diocesana: «Era una situazione estrema, ma di queste situazioni ne abbiamo ancora tante a Roma. È importante che queste realtà di difficoltà sociale vengano non emarginate, allontanate, ma inglobate all’interno del tessuto sociale».

ALEMANNO – «Questa è una tragedia terribile, che nasce purtroppo dalla piaga degli accampamenti abusivi dentro le aree urbane, una piaga su cui sono già stati fatti molti interventi ma su cui bisogna essere ancora più incisivi», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Visitando i resti della baracca, il primo cittadino della capitale ha spiegato che «la questura aveva predisposto un piano che partiva dal Tevere e dall’Aniene, dove sono stati fatti sgomberi di baracche, che poi arrivava sugli snodi del traffico, dove sono intervenuti. L’ultima tappa di questi sgomberi di baracche riguardava proprio le aree periferiche della pineta di Castelfusano», ha aggiunto Alemanno annunciando che la baraccopoli teatro della tragedia, dove vivono 400 persone, sarà smantellata entro l’estate.

TRAGEDIA SFIORATA A TRIGORIA – Due bambini di 11 e 13 anni e la loro madre di 40, tutti romeni, sono rimasti ustionati, sembra in modo non grave, nell’incendio della loro baracca in via Alvaro del Portillo a Trigoria, nella periferia della capitale. I vigili del fuoco, arrivati con due squadre di pronto intervento, dopo aver spento le fiamme, causate da una candela caduta sulle coperte, hanno notato che al di fuori della baracca c’erano la donna e i suoi figli feriti. La donna e i due ragazzini sono riusciti a fuggire appena è divampato l’incendio ma temevano di ricorrere alle cure dei medici perchè sprovvisti di documenti. I due bambini sono stati ricoverati, a scopo precauzionale, al S.Eugenio. La tragedia sfiorata a Trigoria ha avuto la stessa dinamica di quanto avvenuto nella pineta di Castelfusano.

Barbara Lucianelli

 

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