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Rimborso Asl in caso di morsi di randagi

CASTELLAMMARE DI STABIA. Venite morsi da un cane randagio? Niente paura, vi rimborsano Comune e Asl. E’ la clamorosa sentenza emessa dai giudici di pace del tribunale di Castellammare, che ha imposto ai due enti di risarcire una donna stabiese morsa lo scorso inverno da un randagio in pieno centro cittadino. I magistrati hanno riconosciuto la responsabilità oggettiva di Comune e Asl per la cattiva gestione del servizio di tutela della salute pubblica. La donna, una 48enne di Castellammare, stava percorrendo via Bonito in sella al motorino guidato dal marito quando fu azzannata alla gamba destra da un cane randagio.

CASTELLAMMARE DI STABIA. Venite morsi da un cane randagio? Niente paura, vi rimborsano Comune e Asl. E’ la clamorosa sentenza emessa dai giudici di pace del tribunale di Castellammare, che ha imposto ai due enti di risarcire una donna stabiese morsa lo scorso inverno da un randagio in pieno centro cittadino. I magistrati hanno riconosciuto la responsabilità oggettiva di Comune e Asl per la cattiva gestione del servizio di tutela della salute pubblica. La donna, una 48enne di Castellammare, stava percorrendo via Bonito in sella al motorino guidato dal marito quando fu azzannata alla gamba destra da un cane randagio.

Spavento a parte, a seguito dell’aggressione la donna riportò lesioni tanto profonde, con relativa perdita di sangue, da indurre il marito ad accompagnarla presso l’ospedale San Leonardo per ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Obbligata per diversi giorni a sottoporsi a terapie, la donna denunciò alle autorità l’episodio e presentò, al palazzo di giustizia stabiese, una richiesta di risarcimento ai danni di Asl e Comune. Un’istanza avanzata attraverso l’avvocato Stanislao Uliano e finita all’attenzione del giudice di pace Francesco Buonocore. Una procedura giuridica durata diversi mesi, ma a incidere sulla vicenda processuale sono state soprattutto le numerose testimonianze dei cittadini residenti tra il centro storico e la villa comunale. In tanti, infatti, hanno sottolineato la presenza di cani randagi e aggressivi lungo quest’area. Pelo chiaro e un orecchio marrone, è la descrizione del meticcio che più di tutti si è reso responsabile di aggressioni ai danni di motorini, biciclette e passanti. Episodi simili a quello denunciato dalla signora stabiese, che i cittadini del comprensorio hanno più volte provveduto a segnalare alle autorità, senza ottenere ascolto. «Purtroppo quanto accaduto alla mia cliente non costituisce una novità – spiega l’avvocato Uliano –, alcune zone della città spesso vengono assediate da branchi di cani randagi, ma nessuno interviene». Membro di un’associazione podistica, lo stesso avvocato ha assistito ad altre aggressioni. «Molte volte in villa comunale – aggiunge – siamo dovuti intervenire per allontanare cani aggressivi, che attaccano senza motivo. Per questo credo che la richiesta di risarcimento sia più che legittima». A nulla, dunque, è valsa la difesa del Comune, sostenuta dagli avvocati Donatangelo Cancelmo e Sergio Siracusa, condannato assieme all’Asl a risarcire la donna ferita, in quanto responsabili della cattiva gestione del servizio e per la mancata vigilanza sullo stesso. La sentenza potrebbe adesso far partire una lunga serie di richieste di risarcimento da parte di cittadini aggrediti da cani randagi e potrebbe estendersi anche ad altri comuni.

FRANCESCO FUSCO

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