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“No coke” bloccano l’Aurelia, interviene la polizia

Sono stati sgomberati dalle forze dell'ordine i manifestanti che dalle 12,30 alle 17 oggi hanno occupato la strada statale Aurelia, vicino a Tarquinia, in due punti (al km 96 e al km 102), per protestare contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia. L'autorizzazione al blocco scadeva alle 13, ma gli organizzatori hanno deciso di proseguire l'occupazione ad oltranza. La maggior parte dei manifestanti ha accolto l'invito di polizia e carabinieri a liberare la strada, mentre un centinaio tra No coke, operatori turistici e agricoltori della zona si sono sdraiati sull'asfalto.

Sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine i manifestanti che dalle 12,30 alle 17 oggi hanno occupato la strada statale Aurelia, vicino a Tarquinia, in due punti (al km 96 e al km 102), per protestare contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia. L’autorizzazione al blocco scadeva alle 13, ma gli organizzatori hanno deciso di proseguire l’occupazione ad oltranza. La maggior parte dei manifestanti ha accolto l’invito di polizia e carabinieri a liberare la strada, mentre un centinaio tra No coke, operatori turistici e agricoltori della zona si sono sdraiati sull’asfalto.

La polizia li ha sollevati di peso e li ha adagiati ai bordi della statale. L’operazione, a parte alcuni momenti di tensione, si e’ svolta senza incidenti. Subito dopo, aperto da una lunga fila di trattori, il corteo si e’ rimesso in marcia verso Tarquinia, dove la protesta e’ proseguita sotto il Comune. La giornata di mobilitazione contro il carbone era cominciata in mattinata in piazza Matteotti a Tarquinia con l’intervento via web di Beppe Grillo. “Non fatevi infinocchiare – ha urlato il comico – il carbone pulito e’ un bluff, non esiste. In tutto il mondo i governi stanno riducendo l’uso del carbone e stanno studiando strade alternative, solo da noi si vuole introdurre un prodotto micidiale per la salute dei cittadini”. Il comico ha anche attaccato i provvedimenti del governo su Napoli. “Manderanno l’esercito – ha detto – a presidiare discariche e proteggere inceneritori. A controllare cioe’ che nessuno disturbi l’esecuzione di un’intera regione e della sua popolazione”. Dopo il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, contestato dagli studenti delle scuole superiori perche’ “troppo morbido verso l’Enel”, i rappresentanti della provincia di Viterbo e dei comuni del comprensorio, ha parlato l’ex parlamentare Willer Bordon. “L’autorizzazione concessa all’Enel per l’uso del carbone a Civitavecchia e’ inaccettabile – ha sostenuto -, e’ quindi indispensabile che il governo disponga una nuova valutazione di impatto strategica, che tenga conto delle ripercussioni sull’ambiente, sulla salute e sull’economia del territorio”. Alle 12, un corteo di un migliaio di persone, aperto da una lunga fila di trattori e scortato dalle forze dell’ordine si e’ diretto sull’Aurelia per attuare il blocco della circolazione. Alle 13, ora di scadenza dell’autorizzazione, i partecipanti, che nel frattempo erano saliti a circa 3.000-3.500, hanno deciso di proseguire la protesta. Infine, l’intervento di polizia e carabinieri che hanno sgombrato i No coke, gli operatori turistici e gli agricoltori che si erano sdraiati sull’asfalto. Ma la protesta non e’ cessata: il corteo si e’ di nuovo diretto a Tarquinia, dove e’ stato raggiunto dal prefetto di Viterbo, Alessandro Giacchetti, e dal questore Raffaele Micillo, che hanno incontrato una delegazione di manifestanti nella sala consiliare. Il prefetto ha garantito che segnalera’ subito al governo le richieste del territorio. Ma nemmeno questo e’ bastato: alcune decine di persone, infatti, si sono accampate su un terreno lungo l’Aurelia ed hanno annunciato che resteranno li’ finche il governo non si esprimera’ sulla piattaforma anti-carbone redatta dai movimenti. Polemici contro la manifestazione i lavoratori della centrale, che si definiscono “Si’ coke”. Hanno contestato le adesioni numeriche alla manifestazione e hanno detto che “bisogna porre un freno alla cultura del no, sonoramente sconfitta dagli elettori italiani, che ha sommerso Napoli di rifiuti e ora vuole anche lasciare il Paese al freddo e al buio”.

Susy Miraglia

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