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“In Italia processi troppo lenti”

In Italia l'apparato giuridico e' caratterizzato da una lentezza atavica del sistema processuale. Un rimedio a questo, temporaneo e immediato, esiste gia', ed e' la Legge Pinto (n.89 del 2001) che permette di idennizzare le vittime del prolungamento eccessivo di processi'.

In Italia l’apparato giuridico e’ caratterizzato da una lentezza atavica del sistema processuale. Un rimedio a questo, temporaneo e immediato, esiste gia’, ed e’ la Legge Pinto (n.89 del 2001) che permette di idennizzare le vittime del prolungamento eccessivo di processi’.

E’ il messaggio del Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Jean Paul Costa, in questi giorni in Italia, per una visita ufficiale nella quale incontrera’ le piu’ alte cariche delle istituzioni, primo fra tutti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al centro di queste visite gli aspetti giuridici della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, ma il Presidente Costa si promette di affrontare anche il problema della conclusione dei processi: ‘Ci siamo accorti che i giudici italiani delle Corte d’Appello hanno la tendenza a non riconoscere la violazione e quindi la sanzione prevista dall’Art.6 della Convenzione (in tema di ragionevole durata dei processi), oppure se riconoscono l’idenizzo ai danneggiati dai tempi lunghi stabiliscono idennita’ irrisorie rispetto al danno’. La gente, non soddisfatta, continua a fare ricorso alla Corte di Strasburgo, rendendo i procedimenti ancora piu’ lunghi. ‘E’ anche vero – dice Costa – che per pagare le idennita’ occorrerebbero molti soldi e mi sembra che il bilancio del Ministero italiano non sia ancora abbastanza ricco’. Oggi il Presidente Costa incontrera’ Giorgio Napolitano e nei prossimi giorni, sono previsti colloqui con i ministri Mastella e Pollastrini, l’on. Luciano Violante, il presidente del Csm Nicola Mancino e Franco Bile, presidente della Corte Costituzionale. Per tutti un unico appello: ‘Riformare il sistema processuale italiano semplificando i codici di procedura, fornendo piu’ mezzi e personale ai tribunali italiani. Certo – spiega ancora Costa – questo e’ l’obiettivo di lungo termine, ma si puo’ ripartire, appunto dalla Legge Pinto’.  In tutti i paesi c’e’ una domanda di giustizia sempre piu’ forte, ‘anche in Francia ci sono problemi, ma in Italia il sistema riporta gravi insufficienze’ commenta. Per velocizzare i tempi anche a livello europeo Costa chiede di aiutare la Corte dei Diritti dell’Uomo con il Protocollo 14 che e’ stato ratificato da tutti i paesi membri del Consiglio dþEuropa tranne la Russia. ‘E’ chiaro che aiutando la Corte aiutate anche l’Italia’, spiega. Domani il presidente Costa terra’ la lezione d’apertura di un seminario del Csm per i magistrati, ai quali, annuncia, dira’ subito ‘Non scoraggiatevi, andate avanti nel vostro lavoro. La Convenzione dei Diritti dell’Uomo deve essere interiorizzata dai sistemi giurici, a partire dai magistrati’. All’Italia va anche un merito, quello di aver presentato davanti all’Onu la Moratoria internazionale contro la pena di morte e Jean Paul Costa si dice ottimista: ‘C’e’ un trend positivo che asseconda l’iniziativa italiana, ma ci vorra’ tempo”.

Barbara Lucianelli

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