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Pizzerie abusive a rischio chiusura

GRAGNANO. Quello che si temeva da settimane è accaduto. Si avviano alla chiusura le pizzerie abusive distribuite a ridosso del monte Pendolo. A partire da lunedì mattina le saracinesche di 11 attività imprenditoriali resteranno chiuse, dopo l’avviso verbale giunto direttamente dai carabinieri della locale stazione su disposizione dei magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

GRAGNANO. Quello che si temeva da settimane è accaduto. Si avviano alla chiusura le pizzerie abusive distribuite a ridosso del monte Pendolo. A partire da lunedì mattina le saracinesche di 11 attività imprenditoriali resteranno chiuse, dopo l’avviso verbale giunto direttamente dai carabinieri della locale stazione su disposizione dei magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Sono serviti a poco dunque i proclami dei politici locali, che hanno comunque tentato in tutti i modi di giungere a questo finale che rischia di mandare sul lastrico centinaia di persone che lavorano in questo settore. Si sono rivelati inutili dunque anche le tre sedute del Consiglio comunale tenutesi nel mese di novembre e i vari incontri con Prefettura e funzionari regionali. La situazione appare ormai insanabile e a partire dalla prossima settimana la situazione rischia di diventare esplosiva. “In questo periodo siamo stati presi in giro da tutti – afferma un ristoratore che preferisce rimanere anonimo -. Adesso però agiremo per conto nostro e già lunedì organizzeremo delle manifestazioni di protesta che interesseranno l’intero territorio cittadino”. In queste ore si sta organizzando un corteo di protesta e un blocco a via Castellammare, l’arteria che collega Gragnano con la città stabiese. Mentre un altro sit – in potrebbe svolgersi sempre lunedì sotto la casa comunale. Il provvedimento di chiusura interesserà in particolare tre attività situate nella frazione di Sigliano, sorte secondo gli accertamenti all´interno di edifici costruiti non a norma dal punto di vista edilizio. Stesso discorso vale per due ristoranti di via Castellammare, dove però agli abusi si aggiunsero delle lievi irregolarità igienico – sanitarie, e altre attività sorte in via Vena della Fossa e in altre zone periferiche di Gragnano. Il caos esplose già a giugno, quando fu un’ordinanza straordinaria del sindaco Serrapica, “per emergenza sociale”, a far riaprire i locali dopo il blitz delle forze dell’ordine. Oggi però, con la scadenza della proroga, la situazione sembra insanabile. Nelle ultime ore una soluzione poteva essere quella della riperimetrazione della zona rossa, anche alla luce della relazione del geologo incaricato dal Comune ad effettuare uno screening morfologico sul territorio. Anche questa pista però si è rivelata inutile e adesso, con la disposizione di chiusura, la situazione rischia di diventare allarmante anche se i ristoratori ripetono che le loro proteste saranno effettuate sempre nella civiltà e senza alcuna forma di violenza. “Speriamo però che anche le istituzioni superiori ci diano una mano – concludono i fautori della protesta – e proveremo tutte le strade per non restare senza lavoro”.

FRANCESCO FUSCO

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