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Perugia, il problema delle insufficienze

Molti degli studenti dell'istituto d'arte Bernardino di Betto, di Perugia, non erano a conoscenza della circolare del loro preside; alcuni degli insegnanti che l'hanno ricevuta parlano invece di una situazione comune a gran parte delle scuole e respingono qualsiasi collegamento tra l'alto numero di insufficienze alla fine del primo quadrimestre e i fondi dei corsi di recupero.

Molti degli studenti dell’istituto d’arte Bernardino di Betto, di Perugia, non erano a conoscenza della circolare del loro preside; alcuni degli insegnanti che l’hanno ricevuta parlano invece di una situazione comune a gran parte delle scuole e respingono qualsiasi collegamento tra l’alto numero di insufficienze alla fine del primo quadrimestre e i fondi dei corsi di recupero.

C’ e’ un clima sereno oggi tra docenti e alunni che escono dall’istituto perugino. All’inizio di febbraio il dirigente scolastico, Roberto Volpi, ha inviato ai docenti una circolare riservata sollevando il problema delle insufficienze, triplicate rispetto all’anno precedente, ipotizzando tra l’altro che potesse essere legato ai fondi per i corsi di recupero (“ma non voglio nemmeno pensarlo” ha affermato lui stesso). Invitava quindi tutti i colleghi a un maggior senso di responsabilita’, senza comunque voler giustificare i ragazzi per lo scarso impegno. L’aumento delle insufficienze, seppure con valori diversi caratterizza – in base a quanto accertato dall’Ufficio scolastico regionale – gran parte delle scuole umbre ed e’ in linea con il dato nazionale. Nessuna voglia o ipotesi di sei politico, comunque. “Lo ritenevo demenziale 40 anni quando ho cominciato la mia carriera – ha spiegato il preside – e penso a maggior ragione sia una bestemmia oggi”. Di sei politico non vogliono sentir parlare nemmeno gli alunni. Esclude che si tratti di una questione di soldi, Federica Cobelli, docente di italiano e storia. In merito all’alto numero di insufficienze parla di “andamento che si verifica spesso nelle scuole, soprattutto durante il primo quadrimestre”. La professoressa giudica comunque “normale” il fatto che il preside si preoccupi “dei suoi alunni e che quindi solleciti gli insegnanti a rivedere in qualche modo le loro modalita’ e gli strumenti con i quali affrontano la materia”. Allo stesso tempo parla di “buoni rapporti tra alunni e insegnanti”. “E’ chiaro che nel primo quadrimestre – ha spiegato ancora – le insufficienze sono sempre tante, ma questo quasi ovunque. A volte servono anche per avvisare gli studenti e spingerli a impegnarsi. Non credo ci sia stato un calo del rendimento dei ragazzi e tanto meno che gli insegnanti lo abbiano fatto per i soldi”. Di “problema generalizzato presente in tutte le scuole” ha parlato anche un altro insegnante che pero’ ha preferito rimanere anonimo. “Quelle legate alle insufficienze – ha spiegato – sono problematiche che ci sono da sempre. Occorre aiutare i ragazzi a superarle, senza porre barriere tra loro e noi”. Il docente ha quindi parlato dell’insegnamento come di una “missione” volta ad “aiutare gli altri a formarsi”. Della circolare insegnanti e alunni non hanno parlato. Quasi tutti gli iscritti all’istituto d’arte non ne erano a conoscenza e qualcuno ha saputo del testo dai giornali. “Il sei politico sarebbe comunque inutile” ha detto Annalisa, iscritta al quarto anno. “Le insufficienze dipendono quasi sicuramente dagli studenti” ha affermato ancora Giuseppina. “Io che vado bene a scuola – ha proseguito – non ritengo giusto che si applichi il sei politico, ma di questa circolare non sapevo niente”.

Susy Miraglia

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