Israele non ferma i bombardamenti
16 Gennaio 2009
Napoli, emergenza polveri sottili
16 Gennaio 2009
Mostra tutto

Perugia: Amanda e Sollecito in aula

Ha preso il via presso la Corte d'assise di Perugia il processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher. Knox e Sollecito, che sono giunti in aula non ammanettati, devono rispondere di omicidio, violenza sessuale, simulazione di reato, furto. L'americana verrà processata anche per avere calunniato il congolese Patrick Lumumba, arrestato subito dopo l'omicidio e poi rilasciato in quanto estraneo ai fatti.

Ha preso il via presso la Corte d’assise di Perugia il processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher. Knox e Sollecito, che sono giunti in aula non ammanettati, devono rispondere di omicidio, violenza sessuale, simulazione di reato, furto. L’americana verrà processata anche per avere calunniato il congolese Patrick Lumumba, arrestato subito dopo l’omicidio e poi rilasciato in quanto estraneo ai fatti.

GLI IMPUTATI – Il primo a entrare in aula è stato Sollecito. Indossava un giaccone verde sopra un maglione verde più chiaro e pantaloni beige. Il giovane è apparso teso in volto e dimagrito. Dopo di lui è entrata in aula la Knox, jeans e una felpa grigia sopra a una maglietta a righe. Capelli sciolti anche se, agganciata sulla felpa, ha una pinza di quelle utilizzate per raccogliere la capigliatura. Al loro ingresso i due sono stati presi d’assalto dai fotografi. L’udienza sta ora proseguendo con il giuramento dei giudici popolari. Scarso invece il pubblico, in aula tra i quali tre studentesse di giurisprudenza

RUDY – Lo scorso 28 ottobre il terzo presunto protagonista del delitto, l’ivoriano Rudy Guede, è stato condannato a 30 anni di carcere con il rito abbreviato, mentre Sollecito e Knox erano stati rinviati a giudizio. Il processo per i due avrebbe dovuto iniziare il 4 dicembre, ma è stato posticipato al 16 gennaio per questioni tecniche e procedurali. Knox e Sollecito nell’udienza preliminare si sono proclamati innocenti.

 Barbara Lucianelli 

Comments are closed.