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Ora la procura indaga sui materiali edilizi

Materiali usati per la costruzione, cemento, sabbia, mattoni, ma anche le procedure seguite nella realizzazione degli edifici lesionati dal terremoto: si occuperà di tutto questo l'inchiesta aperta dalla procura dell'Aquila dopo il sisma che ha sconvolto l'intera città.

Materiali usati per la costruzione, cemento, sabbia, mattoni, ma anche le procedure seguite nella realizzazione degli edifici lesionati dal terremoto: si occuperà di tutto questo l’inchiesta aperta dalla procura dell’Aquila dopo il sisma che ha sconvolto l’intera città.

LE INDAGINI – Il fascicolo c’è e per ora non ci sono nomi. Ed il procuratore della repubblica del’Aquila non ha voluto precisare le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti, ma quella di disastro colposo sembra scontata. Di certo c’è che la procura dovrà acquisire gran parte del materiale contenuto negli archivi. «Per ora non ci è stato chiesto niente – ha detto all’Ansa il sindaco Massimo Cialente – ma tutti i documenti sono ovviamente a disposizione». Uno degli aspetti su cui si potrebbe soffermare l’attenzione degli inquirenti è anche il motivo per cui lesioni e crolli si sono verificati nelle stesse zone in cui altri edifici sono rimasti – almeno apparentemente – integri, anche se saranno le verifiche tecniche ad accertare il grado di agibilità di questi ultimi.

INFILTRAZIONI MALAVITOSE – Ma la procura aquilana è impegnata anche su un altro fronte che non guarda solo al passato, al costruito, ma anche a ciò che dovrà essere nuovamente realizzato. I magistrati della città abruzzese si occuperanno infatti anche del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle operazioni di ricostruzione. «Siamo in contatto con la procura nazionale antimafia – ha detto il procuratore distrettuale della repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini – poiché la ricostruzione potrebbe attirare gli appetiti mafiosi che vedono nella ricostruzione la possibilità di sviluppare i propri affari». Intanto le stesse strutture della amministrazione della giustizia devono fare i conti con il terremoto: le sedi giudiziarie sono danneggiate. «Ho parlato con il ministro della giustizia Angelino Alfano che è stato molto cortese – dice Rossini – Per ora ci è stata messa a disposizione una struttura del tribunale per i minori, ma pensiamo di utilizzare soprattutto la scuola della guardia di finanza che è l’unica struttura agibile e che ospita anche il coordinamento dei soccorsi». E già oggi, con il processo a quattro presunti sciacalli (poi assolti), la grande caserma nel cui piazzale sono stati celebrati i funerali delle vittime del sisma ha assunto anche questa sua nuova funzione.

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