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Nasce Carta di Saragozza, l’acqua bene indispensabile

L'acqua e' un bene indispensabile per la sopravvivenza dell'umanita' e in quanto tale l'accesso ad essa, nel 2003, e' stato annoverato dall'Onu fra i diritti umani fondamentali. Ma, perche' diventi un diritto effettivo, e' necessario che sia recepito dalla legislazione internazionale e dalle costituzioni nazionali.

L’acqua e’ un bene indispensabile per la sopravvivenza dell’umanita’ e in quanto tale l’accesso ad essa, nel 2003, e’ stato annoverato dall’Onu fra i diritti umani fondamentali. Ma, perche’ diventi un diritto effettivo, e’ necessario che sia recepito dalla legislazione internazionale e dalle costituzioni nazionali.

E’ l’idea di fondo sancita dalla Carta di Saragozza, il documento finale della Tribuna dell’Acqua che, nei tre mesi dell’esposizione nella citta’ dell’Ebro, ha visto avvicendarsi in 422 conferenze e tavole rotonde oltre 2.300 esperti, leader sociali, politici e intellettuali, fra i quali i premi Nobel Mikhail Gorbaciov, Rigoberta Menchu’, Jeremy Rifkin o anche Susan George e Jose’ Luis Sanpedro. Nell’anticipare oggi le raccomandazioni ai governi e agli organismi internazionali, che saranno presentate domenica dall’ex segretario generale dell’Unesco, Federico Mayor Oreja, il presidente della societa’ Expoagua, Roque Gistau, ha sottolineato che il documento aspira ad essere la ‘road map’ per la gestione della risorsa idrica in termini di sostenibilita’ globale. Ignorarlo significa condannare a morte ogni giorno dalle 10.000 alle 20.000 persone, cioe’ gli oltre tre milioni di esseri che ogni anno muoiono per malattie trasmesse dall’acqua insalubre. E perpetuare la grande sete, sofferta da 1,4 miliardi di persone che non hanno acqua potabile e che rischiano di diventare il doppio nel 2025. Come il protocollo di Kyoto per l’emissione dell’anidride carbonica, per la Carta di Saragozza sono indispensabili correttivi globali per la gestione di un bene sempre piu’ scarso. E propone la creazione di una Agenzia mondiale dell’Acqua, come “elemento integratore dei trasferimenti di tecnologia, delle innovazioni e delle buone pratiche nella gestione delle risorse idriche”, che potrebbe operare sotto l’egida dell’Onu perche’, ha detto il presidente della Regione Aragona, Marcelino Iglesias, “l’acqua non e’ solo una risorsa dell’economia, ma lo e’ per la vita, e riguarda tutti i popoli, culture, religioni e regioni del mondo”. La Tribuna dell’Acqua raccomanda la promozione di un piano strategico di gestione dei territori a rischio, come l’Amazzonia e la Conca del Mediterraneo, dove “i cambiamenti nell’uso del suolo a conseguenza delle deforestazioni stanno provocando alterazioni climatiche”. E propone quindi un tavolo intergovernativo su pianificazione e ordinamento del territorio con un “programma di azioni e risorse necessarie tale da essere approvato e valutato periodicamente”. Il documento (65 pagine, suddiviso in 10 aree tematiche) pone enfasi sulla necessita’ di limitare la dispersione di acqua destinata all’irrigazione, soprattutto nelle zone rurali, e sull’esigenza di integrare interventi pubblici e privati per la gestione di una risorsa, la cui industria gia’ vale 300 miliardi di dollari.Il rischio e’ che resti solo un elenco di buoni propositi. Visitando l’Expo, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, non ha risposto alle istanze di Roque Gistau e del sindaco di Saragozza, Juan Alberto Belloch, di leggere la Carta dell’Acqua nella apertura solenne dei lavori delle Nazioni Unite, a settembre. “Credo che la Tribuna dell’Acqua sia uno strumento che non abbiamo saputo vendere”, dice Gistau in un’intervista all’ agenzia Efe, anche se le sue conclusioni sono “potenti”. “Se sapremo trasmetterle – assicura – dovrebbero segnare un prima e un dopo nella gestione dell’acqua e delle risorse naturali nel mondo”. Nel tracciare un primo bilancio consuntivo della Expo (oltre 5 milioni di visitatori, cifra comunque distante dalle previsioni di 7,5 milioni presenze), Gistau confessa di aver avuto la tentazione di “gettare la spugna”, di fronte a ‘un progetto duro e complesso’, qual e’ stata la Expo dedicata all’acqua, ‘realizzato in un termine assolutamente impensabile’ e avviato ‘nel deserto’. La Expo, secondo i dati della Federazione albergatori di Saragozza, ha comportato un record di occupazione media degli hotel a luglio e agosto del 90%, rispetto al 67% dello stesso periodo dello scorso anno, con un aumento del 22% delle presenze straniere. Ma, soprattutto, lascera’ un’eredita’ che, sottolinea Giustau, “dal punto di vista architettonico segnera’ Saragozza nel XXI secolo’. Un progetto costato 70 milioni di euro in piu’ delle stime iniziali. Tuttavia, con lo spettacolo di chiusura in programma domani, non e’ ancora il momento di tirare le somme.

Susy Miraglia

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