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Napoli, si costituisce la figlia del boss

Si è costituita nel carcere di Santa Maria Capua Vetere Manuela Terracciano, 23 anni, dopo il decreto di fermo emesso dai pm della Procura di Napoli per l'omicidio di Nicola Sarpa, ucciso da un proiettile vagante la notte di Capodanno.

Si è costituita nel carcere di Santa Maria Capua Vetere Manuela Terracciano, 23 anni, dopo il decreto di fermo emesso dai pm della Procura di Napoli per l’omicidio di Nicola Sarpa, ucciso da un proiettile vagante la notte di Capodanno. La caccia alla donna, che si era resa irreperibile, è scattata venerdì e il questore di Napoli Antonino Puglisi le aveva rivolto un appello affinché si presentasse alle autorità. Le indagini sono state estese a tutta la città e non si esclude che la donna possa avere avuto l’appoggio del clan guidato dal padre, il boss Salvatore Terracciano capo dell’omonimo clan e ora detenuto, sia per allontanarsi dopo il fatto che per la latitanza. La ragazza, incensurata, era con un’amica e avrebbe sparato un colpo di pistola (una calibro 7,65) per festeggiare il Capodanno. Il legale della ragazza ha detto che la sua assistita è invece «vittima di un clamoroso equivoco». L’accusa per lei, secondo il questore Puglisi è di «omicidio volontario».

«’A CHIATTONA» – «È stata lei per forza, e ora deve pagare» dicevano gli abitanti dei Quartieri Spagnoli, dove è avvenuta la tragedia. Secondo alcuni residenti ‘a chiattona’ (la grassona), come viene chiamata Manuela, «doveva essere ubriaca al momento dello sparo», avvenuto probabilmente dal pian terreno della stessa palazzina in cui abitava Nicola, al numero 4 di vico lungo Trinità degli Spagnoli. «Ha sparato in aria per divertirsi, come molti fanno qui anche durante le festività» ha detto un negoziante. «È stata la sorella di Nicola a vederla sparare e a denunciarla – raccontano altri -. Noi Manuela la conoscevamo solo di vista perché abitava in un’altra zona, vicino piazza Carità». Il pian terreno della palazzina numero 4 è abitato dalla nonna di Manuela Terracciano, dalla quale la giovane aveva deciso di trascorrere la notte di Capodanno. La madre di Nicola Sarpa, Velia Finizio, «aveva con la nonna di Manuela rapporti di normale e cordiale vicinato». Qualcuno sostiene che alla ragazza «piaceva divertirsi». Il clan Terracciano nel quartiere non fa paura. «Sono boss alla frutta – dicono i residenti -, non hanno molto potere». E sembra chiaro che con la camorra l’omicidio di Nicola Sarpa non ha nulla a che fare.

Francesco Licastro

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