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Morte “sospetta” al San Leonardo, la magistratura apre un’inchiesta

CASTELLAMMARE DI STABIA. Ingerisce veleno per topi, viene curato e dimesso all’ospedale San Leonardo, ma muore dopo due giorni nel suo letto di casa. E’ stata aperta un’inchiesta sulla morte di Gennaro Sicignano, 73enne pensionato stabiese, avvenuta giovedì sera nella propria abitazione di via Annunziatella.

CASTELLAMMARE DI STABIA. Ingerisce veleno per topi, viene curato e dimesso all’ospedale San Leonardo, ma muore dopo due giorni nel suo letto di casa. E’ stata aperta un’inchiesta sulla morte di Gennaro Sicignano, 73enne pensionato stabiese, avvenuta giovedì sera nella propria abitazione di via Annunziatella.

E’ stata la moglie a trovare Sicignano privo di vita a letto e con la schiuma fuoriuscita dalla bocca. Sul suo corpo ancora i segni dell’insano gesto compiuto lunedì mattina. I magistrati della procura della Repubblica di Torre Annunziata hanno deciso di aprire un’inchiesta per capire se questo decesso poteva essere evitato. Se ovvero dagli accertamenti effettuati al pronto soccorso quando il 73enne è stato accompagnato lunedì sera i medici potevano capire il pericolo. Sono stati i familiari di Sicignano a recarsi ieri mattina al commissariato di polizia di corso Alcide De Gasperi per raccontare l’episodio. Proprio gli agenti stabiesi, guidati dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso, si sono recati all’ospedale San Leonardo per sequestrare la cartella clinica del 73enne e di tutti gli altri atti medici. Il fascicolo è stato poi trasmesso alla magistratura torrese e il pm Paolo Calabria ha disposto l’autopsia sul corpo di Sicignano. Nelle prossime ore scatteranno anche gli avvisi di garanzia per i medici che hanno seguito il caso: per tutti il capo d’accusa sarà omicidio colposo. Nessun commento ufficiale da parte dei vertici della direzione sanitaria dell’ospedale sul caso, che hanno preferito non rilasciare dichiarazioni sull’episodio. Ma sul piede di guerra scendono i familiari del pensionato, a partire dalla moglie. “Mio marito soffriva da tempo di depressione – ha spiegato ai poliziotti – e prendeva dei medicinali. Dopo il tentativo di suicidio i medici del San Leonardo gli hanno praticato soltanto una lavanda gastrica e l’hanno dimesso. Gennaro poteva essere salvato e adesso confidiamo nell’inchiesta aperta dai magistrati”. Tutto è iniziato lunedì scorso, quando Sicignano (in preda ad un forte stato di crisi depressiva) decide di ingerire un potente veleno per topi. L’uomo viene soccorso e portato in ospedale, dove viene curato con vari accertamenti e con una lavanda gastrica. Mercoledì le dimissioni, con Sicignano che viene dichiarato fuori pericolo. Ma dopo due giorni il 73enne muore, tra la disperazione dei familiari che adesso chiedono di conoscere la verità. La morte di Gennaro Sicignano va ad aggiungersi ad altri decessi “anomali”, sui quali sono ancora in corso indagini da parte dei magistrati. Gli ultimi casi eclatanti di malasanità, in ordine cronologico, sono quelli di Gaetano Malafronte (l’operaio di Santa Maria la Carità morto nel 2008 dopo essere stato dimesso dal San Leonardo) e di Carlotta Paduano, 69 anni, morta la scorsa estate per un’insufficienza respiratoria dopo aver trascorso una intera nottata su una barella.

FRANCESCO FUSCO

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