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Minori, con i social network in aumento i rischi di adescamento

Dilaga tra i ragazzi la moda dei social network come Facebook e Myspace; aumentano pero’ di pari passo i rischi di adescamento. E mentre i figli sono collegati alla rete, i genitori, anzichè vigilare, li lasciano soli alle prese con le ‘cyber-insidiè. L’allarme è stato lanciato alla presentazione di un’indagine Swg commissionata da Moige e Symantec. Presenti anche rappresentanti della Polizia postale. Proprio dai poliziotti del web arriva l’allarme per il dilagare del cosidetto ‘grooming’, ovvero l’adescamento via internet da parte di adulti che con l’inganno riescono a guadagnarsi la fiducia delle potenziali vittime.

Dilaga tra i ragazzi la moda dei social network come Facebook e Myspace; aumentano pero’ di pari passo i rischi di adescamento. E mentre i figli sono collegati alla rete, i genitori, anzichè vigilare, li lasciano soli alle prese con le ‘cyber-insidiè. L’allarme è stato lanciato alla presentazione di un’indagine Swg commissionata da Moige e Symantec. Presenti anche rappresentanti della Polizia postale. Proprio dai poliziotti del web arriva l’allarme per il dilagare del cosidetto ‘grooming’, ovvero l’adescamento via internet da parte di adulti che con l’inganno riescono a guadagnarsi la fiducia delle potenziali vittime.

“L’avvento dei nuovi social network come Facebook e Myspace – ha spiegato il capo della Divisione investigativa della polizia postale, Diego Buso – potrebbe incrementare il rischio di ‘grooming’ per i nostri ragazzi”. Una minaccia presente anche negli mms come in tutti gli altri strumenti che i ragazzi hanno a disposizione on line per comunicare tra di loro: chat room, instant messaging, file sharing. Del pericolo è consapevole anche il Parlamento, dove sono stati presentati alcuni disegni di legge volti ad introdurre il reato di adescamento nell’ordinamento penale. Ad aumentare le preoccupazioni, i risultati dell’indagine, condotta su un campione di 600 genitori con figli di eta’ compresa tra gli 11 ed i 15 anni. Oltre la meta’ degli intervistati (il 52% contro il 43% di un’analoga indagine del 2006) ha dichiarato che i propri figli si connettono in rete ogni giorno. L’83% dei genitori è particolarmente preoccupato dalla possibilita’ che i propri ragazzi possano imbattersi in siti con contenuti non adatti, ma solo il 19% affianca sempre i figli durante la navigazione e solo il 59% ha dotato il pc domestico di un sistema di sicurezza per controllare l’accesso a siti e pagine inadatte. “Molto spesso – ha commentato Maria Munizzi, presidente del Moige – la rete cela insidie come la pedopornografia e cyberbullismo che possono danneggiare in maniera grave l’integrita’ dei minori, spesso inconsapevoli dei rischi che si nascondono nel web”. Rischi confermati dall’attivita’ della polizia postale in questo campo: dal 1998 ad oggi ha monitorato 293.204 siti, ha segnalato all’estero 10.977 siti pedofili e ne ha chiusi in Italia 177; 238 persone sono state inoltre arrestate e 4.465 denunciate. “Le nostre numerose operazioni – ha osservato Buso – mostrano quanto il fenomeno della pedofilia on line sia diffuso. E’ dunque importante aiutare i genitori a conoscere gli strumenti a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

Daniele Romano

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