Guerre canore a suon di duetti
6 Settembre 2008
Settimana della Danza con il patrocinio del Comune di Genova
10 Settembre 2008
Mostra tutto

Mangi meno carne e salvi il pianeta

Volete dare un contributo “personale ed efficace” al salvataggio del pianeta dal surriscaldamento climatico? Evitate di mangiar carne almeno un giorno alla settimana, tanto per cominciare. “Sarebbe un primo passo importante”, sottolinea l'economista indiano Rajendra Pachauri, premio Nobel 2007 per la pace assieme al vicepresidente americano Al Gore.

Volete dare un contributo “personale ed efficace” al salvataggio del pianeta dal surriscaldamento climatico? Evitate di mangiar carne almeno un giorno alla settimana, tanto per cominciare. “Sarebbe un primo passo importante”, sottolinea l’economista indiano Rajendra Pachauri, premio Nobel 2007 per la pace assieme al vicepresidente americano Al Gore.

A capo della commissione intergovernativa dell’Onu sul cambiamento climatico, da decenni in prima fila nelle battaglie ecologiste, Pachauri ha spiegato oggi sulle colonne del domenicale londinese ‘Observer’ che il passaggio ad una dieta vegetariana per almeno un giorno alla settimana dovrebbe spianare la strada verso una progressiva, drastica riduzione del consumo di carne. Basta fettine, arrosti, polli alla griglia: l’economista consiglia di lasciar perdere e avverte che l’allevamento del bestiame da trasformare in carne – rossa o bianca che sia – e’ all’origine di massicce emissioni di gas, provoca deforestazione, divora enormi quantita’ di acqua e contribuisce quindi in modo molto significativo ai sempre piu’ allarmanti malanni della Terra. Vegetariano puro e duro, Rajendra Pachauri e’ convinto che per l’uomo e’ tutto sommato relativamente facile procedere ad un radicale cambiamento di dieta mentre e’ molto piu’ complicato optare per mezzi di trasporto meno inquinanti. “Se si guarda alla possibilita’ di riduzioni sul breve periodo – dice – si tratta chiaramente dell’opportunita’ piu’ attraente. Rinunciate inizialmente alla carne un giorno alla settimana e poi procedete da li’ ad ulteriori riduzioni”. A supporto dell’energica crociata anti-carne l’economista indiano puo’ sventolare le stime della Fao: l’allevamento di bestiame da macello genera circa un quinto delle emissioni che causano l’effetto serra. I ruminanti, in particolare le mucche, aggravano il problema perche’ a causa della loro accentuata flatulenza emettono in dosi massicce una sostanza (il metano) “ventitre volte piu’ pericolosa del biossido di carbonio per quanto riguarda il surriscaldamento globale”. Un drastico intervento sulle abitudini gastronomiche correnti appare necessario a Rajendra Pachauri tenendo conto che su scala mondiale il consumo di carne e’ in forte aumento e in assenza di inversioni di tendenza portera’ a raddoppiare gli allevamenti di bestiame da oggi al 2050, a ulteriore scapito della sostenibilita’ del pianeta. Per l’economista indiano l’opzione vegetariana e’ un’arma ecologica facile ma in realta non e’ chiaro se in Gran Bretagna e’ pronto al “piccolo sacrificio” il suddito di Sua Maesta’ che mediamente nel corso della vita si mangia: otto mucche, trentasei pecore, trentasei suini e cinquecentocinquanta polli.

Susy Miraglia

Comments are closed.