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Maltempo, è allerta. Ad Alessandria evacuati in 6mila

È la provincia di Alessandria la più colpita dal maltempo che sta interessando da oltre 48 ore il Piemonte. A quanto riferisce la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte, ad Alessandria sono stati evacuati alcuni quartieri che potrebbero essere interessati dalla piena del fiume Tanaro.

È la provincia di Alessandria la più colpita dal maltempo che sta interessando da oltre 48 ore il Piemonte. A quanto riferisce la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte, ad Alessandria sono stati evacuati alcuni quartieri che potrebbero essere interessati dalla piena del fiume Tanaro. Si tratta di 5-6mila abitanti che abitano nelle zone colpite dall’alluvione del 1994. Sotto osservazione da parte dei Vigili del Fuoco le zone limitrofe al Ponte della Cittadella. In totale, i Vigili del fuoco hanno effettuato nella provincia di Alessandria circa 70 interventi per sopralluoghi, per verificare i danni e per il monitoraggio del fiume Bormida. Altre situazioni di interesse sono state registrate in provincia di Cuneo, Asti, e nella provincia di Vercelli nella zona della Val Sesia. Si tratta di esondazioni e movimenti franosi di vallate dovute all’acqua. Al momento non si registrano problemi per il fiume Po: la piena sta ancora interessando gli affluenti.

PIEMONTE – La presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha inviato al Governo la richiesta dello stato di emergenza per tutto il territorio piemontese. Nella lettera inviata al presidente del Consiglio e al capo dipartimento della Protezione civile la presidente sostiene che la concomitanza tra le abbondanti piogge che hanno interessato un territorio già coinvolto dalle copiose precipitazioni nevose e piovose degli ultimi mesi e l’aumento dei deflussi nei corsi d’acqua provocato da terreni già saturi sta provocando diffuse esondazioni specialmente sui piccoli corsi collinari e di pianura che incrementano la piena del Tanaro. Diversi movimenti franosi, inoltre, spiegano dalla Regione, hanno coinvolto la viabilità provocando l’isolamento di varie abitazioni nelle zone collinari delle Langhe e del Monferrato astigiano ed alessandrino.

IL PO – «Il livello idrometrico del fiume Po è salito di tre metri in un solo giorno al ponte della Becca mentre il lago Maggiore a Sesto si avvicina al massimo storico del periodo che è già stato raggiunto dal lago di Garda a Peschiera». È quanto emerge dal monitoraggio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo con l’avviso di allerta della Protezione civile. «Particolarmente critica», avverte l’associazione agricola, è la situazione nelle campagne, dove la Coldiretti ha chiesto «l’avvio delle procedure per il riconoscimento della calamità naturale nelle aree più colpite dal maltempo che ha provocato allagamenti di campi coltivati a grano, mais, ortaggi e foraggere mentre in molte stalle gli animali sono stati messi in sicurezza».

IL DISPERSO A PAVIA – Intanto si scava ancora a Broni, in provincia di Pavia, per cercare Giuseppe Pessina, l’uomo di 70 anni rimasto travolto dal crollo della palazzina adiacente alla sua casa lunedì notte, dopo che per il maltempo è franata una parte di collina. La zona è stata evacuata ed è transennata. Durante le operazioni di soccorso, riprese questa martedì all’alba, sono rimasti lievemente feriti due vigili del fuoco.

RISCHIO IDROGEOLOGICO IN LOMBARDIA – E la Protezione Civile della regione Lombardia ha dichiarato lo stato di allarme per rischio idrogeologico e idraulico-alluvionale (codice 2) sulle province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Sondrio e Varese, con decorrenza immediata e fino a revoca, e ha confermato lo stato di preallarme per rischio idrogeologico e idraulico-alluvionale (codice 1) sulle restanti aree. La decisione è stata presa in base alle previsioni emesse da Arpa-Smr (Servizio metereologico regionale) e alle valutazioni del Centro funzionale regionale.

TRENTINO – Il maltempo sta flagellando anche il Trentino, dove i vigili del fuoco sono dovuti intervenire nelle ultime ore di martedì a causa di diversi allagamenti sulle strade provocati dall’intensa pioggia. Nella maggior parte dei casi si tratta di sottopassi allagati dopo la fuoriuscita di acqua dai tombini, come in via Canestrini a Trento o ad Ala, dove peraltro l’esondazione ha provocato l’allagamento di sottopassi; ma si sono anche avuti problemi nella notte sulla statale del Brennero, in località Acquaviva, a sud di Trento, a causa dello straripamento delle acque dell’omonimo rio che hanno parzialmente invaso la sede stradale.

VENETO – Ad Altissimo (Vicenza) nelle prealpi vicentine una frana causata dalle abbondanti piogge è precipitata nei pressi delle scuole elementari di via Moline. Lo smottamento è passato tra due edifici e finendo sulla provinciale che collega la località vicentina con Crespadoro, che è stata chiusa al traffico. Sul posto tecnici e geologi per decidere l’eventuale sgombero delle abitazioni. Sempre ad Altissimo, un altro smottamento si è verificato nella contrada Zerbati, provocando problemi ad un acquedotto che è stato chiuso così come la strada comunale sottostante. Oltre al Bacchiglione monitorato a Vicenza e nei Comuni di Torri di Quartesolo e Longare, vengono tenuti sotto controllo tutti gli altri fiumi e torrenti della provincia. Nel bassanese il Brenta ha raggiunto il livello di guardia e in mattinata la portata ha raggiunto i 500 metri cubi d’acqua al secondo.

NEVE IN VALLE D’AOSTA – La perturbazione sul nord Italia sta portando in Valle d’Aosta un’abbondante nevicata, anche a bassa quota, e sta causando disagi alla circolazione. Per il pericolo di valanghe o di smottamenti alcune valli e numerose frazioni sono isolate. Non è raggiungibile, tra le altre località, Breuil Cervinia, dove sono scesi oltre 50 centimetri di neve; a Cogne (oltre 30 centimetri) non è percorribile la Valnontey, mentre nell’alta valle è isolata l’intera Valgrisenche. Considerata l’eccezionale nevicata (con punte di 120 centimetri di neve fresca oltre i 2.000 metri di altitudine), il pericolo valanghe è classificato come forte (grado quattro su una scala di cinque).

CAMPANIA – A causa delle forti raffiche di vento che imperversano sulla Campania, martedì a Polla, in provincia di Salerno, sulla strada provinciale 125 al km 13 + 60, due alberi di salice si sono abbattuti sulla carreggiata investendo una Opel condotta da un 34enne di Petina. L’uomo, soccorso da alcuni automobilisti, è stato trasportato presso l’ospedale civile di Polla: per lui un trauma cranico con contusione occipitale e cervicalgia post traumatica. E’ stato dimesso e la prognosi è di 6 giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco di Sala Consilina.

PALERMO – Intanto la procura della Repubblica ha disposto l’autopsia su uno dei due morti per il maltempo lunedì in Sicilia: sul corpo del custode del parco comunale di Villa Trabia dopo essere stato colpito dal ramo di un albero caduto per il fortissimo vento. Rosario Cona, 63 anni, stava chiudendo il cancello della villa per evitare che entrassero persone perchè erano già caduti altri rami. Il pm Vania Contraffatto ha aperto un’inchiesta, per il momento contro ignoti, in cui si ipotizza l’omicidio colposo. La procura vuole accertare eventuali responsabilità e stabilire se si è trattato di infortunio sul lavoro o di un cattivo controllo della potatura degli alberi. Anche oggi, a causa delle cattive condizioni del mare sono rimasti interrotti i collegamenti fra la Sicilia e le sue isole minori. Non sono quindi partiti i traghetti che collegano Porto Empedocle a Lampedusa, Trapani e Pantelleria, e l’aliscafo Palermo Ustica. Ripresi, invece, i colegamenti con le Eolie.

DANNI ALL’AGRICOLTURA – I nubifragi violenti stanno provocando danni ingenti (ammontano già a decine di milioni di euro) alle campagne. Particolarmente colpite le coltivazioni di mais e di grano e conseguenze pesanti si hanno anche per i frutteti e gli orti a campo aperto dove sono andate distrutte molte colture a causa di grandinate e di trombe d’aria. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che segnala gravissimi effetti in quasi tutta Italia, soprattutto nelle regioni del Nord-Ovest (soprattutto Piemonte). Secondo la Cia, a subire i danni maggiori, almeno per il momento, è il mais. Pesanti danni si registrano, però, anche nel Sud (Campania e Calabria soprattutto) e in Sicilia. L’organizzazione agricola sottolinea che i danni si hanno anche nel settore della frutta. In diversi frutteti (susini, ciliegi, peschi, albicocchi) il raccolto rischia di andare distrutto per la pioggia e per la grandine che si è abbattuta con straordinaria violenza. Quanto agli ortaggi, la Cia segnala danni per le colture di melanzane, pomodori, zucchine, cavolfiori, spinaci, insalate.

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