Alga tossica: “Evitare pesca amatoriale”
27 Giugno 2008
Disinfestazione platani al Vomero
28 Giugno 2008
Mostra tutto

Le proposte del Cnf: meno avvocati, più qualità

Gli avvocati italiani sollecitano una riforma della professione all'insegna della qualita'. E per dare l'esempio propongono di cancellare dagli albi circa cinquantamila iscritti che sono “avv.” solo sulla carta, ma non sono iscritti alla Cassa Forense (25 mila) o hanno un reddito professionale inferiore ai settemila euro (altri 25 mila).Sono i suggerimenti al legislatore del Consiglio Nazionale Forense, riunitosi a Genova, alla vigilia di un incontro, fissato per martedi', con il “collega” e ministro della giustizia Angelino Alfano.

Gli avvocati italiani sollecitano una riforma della professione all’insegna della qualita’. E per dare l’esempio propongono di cancellare dagli albi circa cinquantamila iscritti che sono “avv.” solo sulla carta, ma non sono iscritti alla Cassa Forense (25 mila) o hanno un reddito professionale inferiore ai settemila euro (altri 25 mila).Sono i suggerimenti al legislatore del Consiglio Nazionale Forense, riunitosi a Genova, alla vigilia di un incontro, fissato per martedi’, con il “collega” e ministro della giustizia Angelino Alfano.

Chiesta anche una riforma radicale della macchina giudiziaria che, piu’ che sugli interventi sul processo, colmi le carenze di organico e quelle finanziarie. Per migliorare la qualita’ della professione, il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, indica gli interventi sulla formazione universitaria, sul tirocinio, sull’esame di stato, sulla formazione continua e obbligatoria. E ricorda che gli avvocati in Italia sono 210 mila, mentre in Francia sono 44 mila ed in Inghilterra 117 mila. Altro caposaldo, intoccabile per gli avvocati come ha sottolineato il segretario del Cnf Pierluigi Tirale, e’ la funzione disciplinare degli ordini e il mantenimento del codice deontologico preservandolo dalle tentazioni limitatrici dell’Autorita’ Antitrust. “Riterremmo incostituzionale qualsiasi provvedimento che mirasse a sopprimere questa funzione – ha evidenziato Alpa – La disciplina deontologica differenzia la nostra professionale, che e’ intellettuale, da qualsiasi attivita’ di impresa”. “La seconda questione e’ quella di una radicale riforma della macchina giudiziaria – ha continuato Alpa – Non crediamo che la soluzione sia quella di incidere sulle procedure se non nel senso della loro semplificazione”. Commentando le anticipazioni sul disegno di legge Tremonti, Alpa ha indicato come “una possibile soluzione il procedimento sommario di cognizione ma non quella del generalizzato dimezzamento dei termini processuali, che si risolve in un aggravio nell’attivita’ degli avvocati e che non incide sulla strozzatura della fissazione delle udienze da parte dei magistrati”. Il Consiglio nazionale forense, inoltre, chiede da tempo il potenziamento dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie e un miglioramento della normativa sulla class action, rinviandone l’entrata in vigore al 2009. Tra i temi dell’incontro anche gli obblighi connessi all’antiriciclaggio. Giuseppe Colavitti, dell’ufficio studi del Cnf, da una parte ha sottolineato l’opportunita’ che il ministro della giustizia semplifichi gli obblighi di adeguata verifica dei clienti e ha ricordato le sentenze emesse in alcuni paesi europei che escludono dagli obblighi di comunicazione delle operazioni sospette tutta l’attivita’ di difesa in giudizio e la consulenza legale. In pratica rimarrebbe sotto le norme antiriciclaggio sono la consulenza d’affari.

Susy Miraglia

Comments are closed.