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L’Atlantico “culla” degli uragani

E' l'Oceano Atlantico il posto ideale dove i cambiamenti climatici fanno crescere l'intensita' degli uragani. L'hanno scoperto due ricercatori dell'universita' americana del Wisconsin, che hanno individuato quali sono gli 'ingredienti' necessari a creare cicloni 'super': secondo il loro studio, pubblicato dal Bulletin of the American Meteorological Society, proprio nell'Atlantico il riscaldamento del clima produce gli effetti peggiori perche' trova le condizioni ideali.

E’ l’Oceano Atlantico il posto ideale dove i cambiamenti climatici fanno crescere l’intensita’ degli uragani. L’hanno scoperto due ricercatori dell’universita’ americana del Wisconsin, che hanno individuato quali sono gli ‘ingredienti’ necessari a creare cicloni ‘super’: secondo il loro studio, pubblicato dal Bulletin of the American Meteorological Society, proprio nell’Atlantico il riscaldamento del clima produce gli effetti peggiori perche’ trova le condizioni ideali.

”Altri studi hanno confermato che la temperatura piu’ alta dell’Oceano fa da carburante per gli uragani – spiega Jim Kossin, uno degli autori – ma questo aspetto e’ sopravvalutato, perche’ e’ una parte di uno schema piu’ grande”.    Secondo i ricercatori, il mare piu’ caldo e’ uno dei fattori che scatenano gli uragani, che pero’ interagisce con con la situazione atmosferica dando vita ad una condizione particolare chiamata ‘Atlantic Meridional Mode (Amm)’. Questo insieme di fattori, valutabili tramite i satelliti e le stazioni meteorologiche a terra, comprendono la velocita’ e la direzione dei venti e la variazione dell’umidita’ dell’aria. ”L’Amm puo’ aiutare a capire perche’ gli uragani atlantici reagiscono ai cambiamenti climatici in maniera diversa da quelli del Pacifico – spiega Kossin – perche’ ogni zona ha le sue condizioni differenti. Nel Pacifico ad esempio le condizioni che facilitano la formazione degli uragani prevedono una temperatura oceanica piu’ fredda”. La maggiore frequenza e intensita’ degli uragani dell’Atlantico era gia’ stata confermata da uno studio pubblicato a febbraio dagli stessi autori, secondo cui negli ultimi vent’anni questo oceano ha visto un aumento costante di entrambe le variabili. Proprio la discrepanza di questi dati con quelli delle altre zone del pianeta, in cui il numero e’ rimasto sostanzialmente invariato, ha portato ad identificare la ‘ricetta’ per gli uragani perfetti. Secondo i ricercatori questo studio permettera’ di fare migliori previsioni sull’attivita’ delle tempeste, perche’ l’Amm puo’ essere calcolato con un anno di anticipo: ”Se questo insieme di variabili e’ positivo – spiega il meteorologo – ci sono tutte le condizioni per una stagione particolarmente intensa, mentre se e’ negativo ci si possono aspettare meno uragani”.

Susy Miraglia

 

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