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L’Aquila: Prime lezioni di scuola sotto le tende

Mentre a Isernia il sindaco ha chiuso le scuole in seguito alle proteste dei genitori che che non si fidano della sicurezza degli edifici scolastici, a Poggio Picenze, presso L'Aquila, riprendono le lezioni di scuola a dieci giorni dal sisma del 6 aprile. Non in un edificio scolastico vero e proprio, ma in una tenda adibita ad aula scolastica che sarà inaugurata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Le tre tende ospitano due classi elementari miste e una materna: una trentina i bambini accompagnati dai genitori che si sono presentati alla riapertura. Nessuno perderà l'anno scolastico, ha assicurato il ministro.

Mentre a Isernia il sindaco ha chiuso le scuole in seguito alle proteste dei genitori che che non si fidano della sicurezza degli edifici scolastici, a Poggio Picenze, presso L’Aquila, riprendono le lezioni di scuola a dieci giorni dal sisma del 6 aprile. Non in un edificio scolastico vero e proprio, ma in una tenda adibita ad aula scolastica che sarà inaugurata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Le tre tende ospitano due classi elementari miste e una materna: una trentina i bambini accompagnati dai genitori che si sono presentati alla riapertura. Nessuno perderà l’anno scolastico, ha assicurato il ministro. Il governo terrà all’Aquila la prossima settimana un Consiglio dei ministri, idea che ha fatto dichiarare al segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, che sarebbe meglio se il «governo evitasse passerelle mediatiche».

IL PAPA IN ABRUZZO FORSE IL PRIMO MAGGIO – In Vaticano, nel frattempo, prosegue l’organizzazione della visita di papa Benedetto XVI tra i terremotati di Abruzzo: la data sui cui si lavora è quella del primo maggio, che rimane, però, «al momento un’ipotesi da confermare», come ha indicato la sala stampa della Santa Sede.

VERIFICHE E POLEMICHE – Proseguono intanto le verifiche di agibilità delle case lesionate dal terremoto. Secondo le previsioni del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, quando saranno terminate circa 20 mila persone non potranno far ritorno nelle loro abitazioni in quanto saranno dichiarate inagibili. Il governo sta studiando un contributo sui redditi superiori a 130-140 mila euro per reperire una parte dei fondi per la ricostruzione (stimati in 12 miliardi di euro), ma non l’accorpamento dei referendum alle Europee che farebbe risparmiare circa 400 milioni di euro.

INCHIESTA – L’inchiesta della procura aquilana su eventuali responsabilità nei crolli, potrebbe arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto mercoledì un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità e i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. È stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, sta pensando a una squadra specializzata di magistrati ed esperti per evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate.

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