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La “Ferrari dei satelliti” comincia la sua corsa

La fuoriserie dei satelliti, Goce, è finalmente in orbita e ha cominciato la sua corsa di 20 mesi, frutto della quale sara’ la prima mappa del campo gravitazionale della Terra. Quello che verra’ fuori dai dati forniti dal satellite piu’ sofisticato mai messo in orbita dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sara’ un geoide, una sorta di sfera molto irregolare nella quale ogni “sussulto” della Terra emerge come un’irregolarita’. Grazie a Goce (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer) si otterranno i dati piu’ precisi su fenomeni cruciali per il clima globale, come le variazioni nel livello degli oceani, la circolazione delle correnti, lo spessore e lo scioglimento dei ghiacci.

La fuoriserie dei satelliti, Goce, è finalmente in orbita e ha cominciato la sua corsa di 20 mesi, frutto della quale sara’ la prima mappa del campo gravitazionale della Terra. Quello che verra’ fuori dai dati forniti dal satellite piu’ sofisticato mai messo in orbita dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sara’ un geoide, una sorta di sfera molto irregolare nella quale ogni “sussulto” della Terra emerge come un’irregolarita’. Grazie a Goce (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer) si otterranno i dati piu’ precisi su fenomeni cruciali per il clima globale, come le variazioni nel livello degli oceani, la circolazione delle correnti, lo spessore e lo scioglimento dei ghiacci.

Goce permettera’ anche di studiare quello che accade nel cuore della Terra, misurando fenomeni importanti per capire meglio terremoti ed eruzioni vulcaniche. Le sue caratteristiche tecniche avanzatissime hanno reso Goce noto come la “Ferrari dello spazio”. E’ infatti un satellite senza precedenti, per l’Europa come per il resto del mondo. Con la sua forma aerodinamica e il suo colore metallico, profilato di rosso, Goce è una sorta di freccia lunga 5,3 metri, di un metro di diametro e pesante 1,1 tonnellate. E’ costato complessivamente 350 milioni di euro, che comprendono il costo del lancio (13 milioni) e due anni di vita operativa. Alla sua realizzazione hanno collaborato 45 aziende europee sotto la guida della Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica). Goce è il primo satellite europeo dedicato all’osservazione della Terra dopo Envisat (2002) ed è il primo del programma europeo “Living Planet”. E come “un evento importante per l’intero pianeta” è stato definito il lancio di Goce dal direttore generale dell’Esa, Jean-Jacques Dordain. “Occuparsi del cambiamento climatico globale – ha detto – è una delle sfide per il pianeta. E’ un problema al quale dobbiamo trovare una soluzione e per fare questo abbiamo bisogno dati. Questi ci permetteranno di elaborare modelli e di fare previsioni, per poter agire”. Goce osservera’ la Terra dalla distanza ravvicinata di 250 chilometri, che manterra’ costante grazie ai suoi propulsori a ioni e agli accelerometri. Misurera’ le piu’ piccole variazioni del campo gravitazionale terrestre con l’accuratezza di un centimetro, superiore fino a cento volte rispetto alle misure rilevate finora. Dopo una serie di rinvii, dovuti a problemi del lanciatore russo Rockot, ieri il lancio aveva subito un altro inatteso stop perchè il relè che controlla l’apertura dei portelli della torre di servizio non aveva funzionato. Oggi Goce è stato lanciato puntualmente alle 15,21 (ora italiana) dalla base russa di Plesetsk, a 800 chilometri a Nord di Mosca. I suoi segnali vengono acquisiti dalle stazioni a Terra a Kiruna (Svezia) e nelle isole Svalbard (Norvegia) e le sue operazioni sono controllate dal Centro europeo per le operazioni spaziali dell’Esa (Esoc) che si trova in Germania, a Darmstadt.

Daniele Romano

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