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La festa di Trieste promuove il “poliziotto della porta accanto”

Un “poliziotto della porta accanto”, a fianco del cittadino per farlo sentire meno insicuro, anche se le cifre dicono che insicurezza non c’è. E’ il messaggio che il Corpo di Polizia ha voluto lanciare oggi da Trieste, dove si sono svolte le celebrazioni per la festa del Patrono San Michele Arcangelo, alla presenza del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e del capo della Polizia, Antonio Manganelli. E’ giunto proprio da quest’ultimo, durante la cerimonia in Piazza Unita’ per il giuramento di 325 allievi agenti, il messaggio di creare una “rete tra tutte le forze sane della societa”’ per superare nuove e antiche paure.

Un “poliziotto della porta accanto”, a fianco del cittadino per farlo sentire meno insicuro, anche se le cifre dicono che insicurezza non c’è. E’ il messaggio che il Corpo di Polizia ha voluto lanciare oggi da Trieste, dove si sono svolte le celebrazioni per la festa del Patrono San Michele Arcangelo, alla presenza del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e del capo della Polizia, Antonio Manganelli. E’ giunto proprio da quest’ultimo, durante la cerimonia in Piazza Unita’ per il giuramento di 325 allievi agenti, il messaggio di creare una “rete tra tutte le forze sane della societa”’ per superare nuove e antiche paure.

“Il grosso della prevenzione – ha sottolineato Manganelli – è nella partecipazione popolare di chi fa il proprio dovere e collabora per garantire il risultato della sicurezza comune”. A questo scopo, nei giorni scorsi, in piazza si sono svolte dimostrazioni delle varie specialita’ della Polizia, sono state esposte auto storiche a fianco di quelle piu’ nuove, tra cui una potente Lamborghini Gallardo. Maroni, giunto nel pomeriggio per partecipare alla Messa in San Giusto, ha rimarcato l’efficacia delle ultime norme del “pacchetto sicurezza” che “stanno rendendo le citta’ piu’ sicure – ha affermato – e stanno dando colpi durissimi alla mafia e alla criminalita’ organizzata”. Non è mancato un accenno alle ronde, che per Maroni “sono uno strumento in mano ai Sindaci” e all’accordo sui respingimenti con la Libia che “è preso a modello da altri Paesi, come la Tunisia e l’ Algeria, per cui su quel fronte rispetto a un anno fa – ha sottolineato il ministro – le cose sono cambiate notevolmente”. Il titolare del Viminale non ha voluto invece entrare nel merito delle sollecitazioni di Gianfranco Fini sulla concessione della cittadinanza agli stranieri residenti. Nel corso della celebrazione eucaristica, presieduta dall’amministratore apostolico di Trieste, mons. Eugenio Ravignani, un ricordo particolare è stato indirizzato a Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume italiana, che salvo’ molti ebrei e per questo fu deportato e mori’ a Dachau, ma anche agli agenti caduti in servizio. “Essi – ha detto Ravignani – sono nel libro dei Giusti, perchè hanno custodito l’ordine che genera la pace”. In serata, uno spettacolo al Teatro Verdi ha concluso la giornata, con la consegna dei primi premi intitolati a San Michele, tra cui quello alla vedova dell’Ispettore Capo Giuseppe Fierro, che malato di cancro partecipo’ al concorso per il passaggio alla qualifica superiore scrivendo il proprio testamento e ringraziando la Polizia.

Daniele Romano

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