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Incidente al cantiere navale, ancora gravi le condizioni dell’operaio ferito

CASTELLAMMARE DI STABIA. Restano stazionarie, pur nella loro gravità, le condizioni di V.B., il 25enne operaio di Torre del Greco rimasto gravemente ferito dall’esplosione di una cucina all’interno di un cantiere navale. L’uomo si trova ricoverato al centro grandi ustioni dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

CASTELLAMMARE DI STABIA. Restano stazionarie, pur nella loro gravità, le condizioni di V.B., il 25enne operaio di Torre del Greco rimasto gravemente ferito dall’esplosione di una cucina all’interno di un cantiere navale. L’uomo si trova ricoverato al centro grandi ustioni dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Le sue condizioni sono giudicate gravi, ma i medici non disperano di salvargli la vita. E’ definitivamente fuori pericolo invece l’altro operaio (P.S., 51 anni, di Napoli) ricoverato al San Leonardo, dove i medici gli hanno riscontrato leggere ustioni, la frattura di un braccio e varie contusioni. Intanto proseguono a ritmo serrato le indagini degli agenti di polizia del locale commissariato, agli ordini del primo dirigente Luigi Petrillo e del vicequestore Stefania Grasso, per verificare eventuali responsabilità su quanto accaduto mercoledì pomeriggio all’interno del cantiere della ditta “Nautica Esposito” di via Ripuaria. Il reparto della scientifica del commissariato stabiese, con la collaborazione del personale dell’Asl, ha effettuato i primi rilievi per ricostruire l’esatta dinamica. In base a una prima ricostruzione, l’esplosione sarebbe stata causata da una perdita di gas fuoriuscito da una pompa dei un fornello. Al vaglio degli inquirenti è la posizione del titolare della ditta (che stava eseguendo dei lavori per conto di Fincantieri), nonché datore di lavoro dei due operai feriti. L’uomo rischierebbe una denuncia a piede libero, anche se al momento a suo carico non è stato emesso ancora alcun provvedimento. Tuttavia, dai primi riscontri, pare che gli operai stavano lavorando rispettando le norme sulla sicurezza e che comunque l’esplosione sarebbe stata causata da un grave disattenzione. L’incidente di via Ripuaria è capitato poche settimane dopo le proteste in Fincantieri sulle condizioni di sicurezza sul lavoro. Un muro contro muro che diede vita a un’autentica bagarre tra operai e direzione dello stabilimento navale. «Vie di fuga ostruite, assenza di parapetti sulle murate, aspiratori non funzionanti, immondizia sparsa sui luoghi di lavoro e precarietà delle situazioni igieniche in alcune aree del cantieri»: ecco cosa contestano da diversi giorni i rappresentanti dei lavoratori aderenti alle diverse sigle sindacali. «Da giorni stiamo tollerando questa situazione – spiegano i rappresentanti della Fiom Cgil – in attesa che l’azienda provveda al ripristino delle condizioni di lavoro, ma ormai siamo arrivati al culmine». Condizioni che sarebbero emerse al rientro dal fine settimana, quando una delegazione di sindacalisti, assieme ai responsabili aziendali, ha effettuato i normali controlli sulla sicurezza nei posti di lavoro. «Appena cominciato il sopralluogo – aggiungono i vertici della Fim Cisl – è emersa la carenza di condizioni di sicurezza. Una situazione che avevamo già denunciato nei giorni scorsi, contro cui l’azienda ha adottato soltanto provvedimenti parziali, e al nostro rifiuto di continuare a lavorare in queste condizioni, siamo stati praticamente minacciati dai nostri superiori.

FRANCESCO FUSCO

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