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Imprese a rischio criminalità

I commercianti si sentono meno sicuri dal pericolo criminalita', ogni anno un negozio su nove subisce un reato e le pratiche burocratiche per le denunce si 'mangiano' 700 milioni di euro all'anno, pari allo 0,1% del Pil. E' il quadro che emerge dal secondo rapporto Confcommercio-Gfk Eurisko su sicurezza e criminalita', presentato oggi alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni e del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

I commercianti si sentono meno sicuri dal pericolo criminalita’, ogni anno un negozio su nove subisce un reato e le pratiche burocratiche per le denunce si ‘mangiano’ 700 milioni di euro all’anno, pari allo 0,1% del Pil. E’ il quadro che emerge dal secondo rapporto Confcommercio-Gfk Eurisko su sicurezza e criminalita’, presentato oggi alla presenza del ministro dell’Interno, Roberto Maroni e del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

L’indagine – realizzata nel periodo marzo-aprile 2008 attraverso un questionario inviato ad oltre 50.000 imprese associate a Confcommercio – indica che per tre commercianti su dieci i livelli di sicurezza (contro furti, rapine, estorsioni, usura) sono peggiorati tra il 2006 ed il 2007; per sei su dieci sono rimasti uguali; solo il 4% li ritiene migliorati. I piu’ insicuri sono al Centro (il 43% vede un peggioramento rispetto al 31% della totalita’ del campione). Sono, in particolare, furti e rapine a preoccupare di piu’ i commercianti: il 54% vede un aumento dei primi, il 41% delle seconde; sono ancora i residenti del Centro i piu’ pessimisti. Seguono estorsioni ed usura, rimaste allo stesso livello tra il 2006 ed il 2007 per quasi la meta’ del campione. Il 17% dichiara poi di aver subito furti, rapine o estorsioni nel 2007, con una maggiore incidenza nelle grandi citta’ (il 21% in quelle del Nord, il 26% in quelle del Centro-Sud). Solo un quarto di chi ha subito rapine, furti o estorsioni ha dichiarato di aver sporto denuncia alle forze dell’ordine. Cio’ anche perche’ si impiegano mediamente sette giorni di lavoro del titolare dell’impresa per denunciare un reato e per avviare le pratiche burocratiche. Circa il 7% degli imprenditori ha intenzione di spostare la propria attivita’ o di chiuderla per problemi legati alla criminalita’. Prova a rassicurare il ministro Maroni. “la strada maestra per battere la criminalita’ – spiega – e’ la diffusione della cultura della legalita’, che passa per un atto di coraggio da parte degli imprenditori: la denuncia”. Maroni ricorda poi il pacchetto sicurezza approvato “in tempi record”, che contiene misure dirette ad rafforzare il controllo del territorio. Da parte sua Sangalli chiede “una risposta forte: le imprese sono gia’ gravate da un eccessivo carico fiscale, dalla burocrazia e da costi di gestione in crescita. Se a questo si devono aggiungere anche i costi della criminalita’, si rischia veramente di ridurre la liberta’ di impresa, con il risultato di spingere molti imprenditori a chiudere o a trasferire al loro attivita”’.

Susy Miraglia

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