Petrolio, scontro Confcommercio-Bersani
21 dicembre 2007
Meningite, paura in Veneto
22 dicembre 2007
Mostra tutto

Il parroco si difende: non sono un abusivista

PIMONTE. Una lettera aperta ai fedeli per difendersi dalle accuse di abusivismo edilizio. E’ l’iniziativa intrapresa da don Gennaro Giordano, coordinatore delle parrocchie pimontesi, dopo la vicenda dell’ampliamento di alcuni locali della chiesa da adibire a catechismo e ad asilo per bambini, che lo ha portato a subire una denuncia per abusivismo edilizio.

PIMONTE. Una lettera aperta ai fedeli per difendersi dalle accuse di abusivismo edilizio. E’ l’iniziativa intrapresa da don Gennaro Giordano, coordinatore delle parrocchie pimontesi, dopo la vicenda dell’ampliamento di alcuni locali della chiesa da adibire a catechismo e ad asilo per bambini, che lo ha portato a subire una denuncia per abusivismo edilizio.

“Cari bambini – questo il testo della lettera – alcuni adulti non credono che Gesù ci tenga tanto a voi. A Pimonte ci sono delle persone grandi che non vogliono il divertimento dei bambini, la loro crescita umana, sociale e spirituale. Ci sono alcuni cittadini di Pimonte, si firmano “onesti” (ma dicono una bugia e lo sanno), che sono felici di vedervi per strada, senza un posto dove stare, dove giocare e imparare tante cose belle”. Poi l’affondo, rivolto agli autori delle lettere anonime inviate alla Procura torrese. “Queste persone non hanno il coraggio di dirci chi sono – continua don Gennaro -. Perche’? Forse sono dei vigliacchi, forse ganno paura di noi, forse chissà vogliono solo essee un po’ amati, pensati. Magari anche loro da bambini non avevano alcun posto dove stare, e quindi sono cresciuti pensando che così deve essere sempre per tutti”. “Ma noi li vogliamo perdere – continua la lettera -. Voi bimbi avrete presto le vostre aule per fare catechismo, per giocare, per divertirvi e insieme crescere felici. Non vi preoccupate, presto faremo tutti una grande festa perché stiamo correggendo i piccoli errori che abbiamo commesso nei confronti della legge”. Un duro atto di accusa, quello del parroco, rivolti a chi (attraverso le denunce anonime inviate ai magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata) ha portato alla luce l’intera vicenda conclusasi con i sigilli ai locali e con la denuncia per il parroco.

FRANCESCO FUSCO

Comments are closed.