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Gragnano, riapre i battenti il pastificio Moccia

GRAGNANO. Riparte la produzione del pastificio Moccia di Gragnano. Lo stabilimento di via Giuseppe Raffaelli riprende l’attività dopo la chiusura di 10 anni. Da ieri dunque si è ufficialmente ripartiti con la cerimonia inaugurale che si è tenuta nel primo pomeriggio alla presenza dell’assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Cozzolino, dell’amministratore delegato della Tess Leopoldo Spedaliere, del sindaco di Gragnano Michele Serrapica e di altri sindaci ed esponenti politici del comprensorio.

GRAGNANO. Riparte la produzione del pastificio Moccia di Gragnano. Lo stabilimento di via Giuseppe Raffaelli riprende l’attività dopo la chiusura di 10 anni. Da ieri dunque si è ufficialmente ripartiti con la cerimonia inaugurale che si è tenuta nel primo pomeriggio alla presenza dell’assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Cozzolino, dell’amministratore delegato della Tess Leopoldo Spedaliere, del sindaco di Gragnano Michele Serrapica e di altri sindaci ed esponenti politici del comprensorio.

A gestire il pastificio che parte con sei nuovi dipendenti saranno i figli di Mario Moccia, che nel 1976 inaugurò per la prima volta l’opificio. “Quello di oggi è sicuramente un giorno importante per l’intera città – ha affermato il sindaco Serrapica -, perché dopo una serie di peripezie riapre finalmente uno degli stabilimenti che ha fatto la storia industriale della Campania. Occorre adesso lavorare per recuperare il terreno perduto, riacquistare l’immagine di affidabilità e capacità che storicamente ha caratterizzato il marchio ‘Moccia” sui mercati”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale Cozzolino, il quale ha ribadito l’impegno della Regione su questo territorio. “L’inaugurazione di questo pastificio – ha affermato l’esponente della giunta Bassolino – avviene pochi giorni dopo l’apertura del porto turistico Marina di Stabia. Il nostro auspicio è che quanto prima possiamo ritrovarci qui a Gragnano per dar vita in via ufficiale al Museo della Pasta e al Polo aritiganale che nascerà nel vecchio carcere di via Petrelloni”. Nel nuovo tempio della cultura gastronomica campana si potrà così scoprire com’è che dal grano impastato con l’acqua nasce la pasta, sia nell’antico processo artigianale che nella moderna tecnologia industriale. Di certo non si potrà godere di quello stesso odore che gli anziani maestri pastai tramandano attraverso i loro ricordi, ovvero di quando lasciavano ad asciugare la pasta fresca tra le arcate dei pastifici, ventilate e umide allo stesso tempo, di via Roma. Ma, dopo decenni di attesa, verrà finalmente ricostruito l’intero processo di produzione della pasta attraverso i secoli: dalle macine a mano ai moderni forni per l’essiccatura.

FRANCESCO FUSCO

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