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Gli “animali dormiglioni”

Animali dormiglioni e animali sempre vigili, giorno e notte. In una ipotetica classifica dedicata a quanti in natura passano piu' ore fra le braccia di Morfeo a vincere sarebbero le star del letargo, come ghiri, marmotte e pipistrelli, che nei Paesi piu' freddi del Nord Europa passano anche sei mesi ko. I piu' originali pero' sarebbero i rondoni, uccelli neri dal collo bianco, che pare riposino volando in aria a diecimila metri di altezza, e i capodogli, tra i giganti degli abissi, che fanno sonnellini anche a mille metri di profondita'.

Animali dormiglioni e animali sempre vigili, giorno e notte. In una ipotetica classifica dedicata a quanti in natura passano piu’ ore fra le braccia di Morfeo a vincere sarebbero le star del letargo, come ghiri, marmotte e pipistrelli, che nei Paesi piu’ freddi del Nord Europa passano anche sei mesi ko. I piu’ originali pero’ sarebbero i rondoni, uccelli neri dal collo bianco, che pare riposino volando in aria a diecimila metri di altezza, e i capodogli, tra i giganti degli abissi, che fanno sonnellini anche a mille metri di profondita’.

“Negli animali i ritmi di sonno e veglia sono condizionati da diversi parametri – spiega Fulvio Fraticelli, direttore scientifico del Bioparco di Roma – prevalentemente in funzione di altri bisogni. In particolare, negli animali selvatici tutto e’ legato alla ricerca di cibo. Un esempio evidente e’ quello del gatto di casa, che dorme per il 90% del tempo, a differenza di quello che sta fuori, che deve andare a caccia: senza prede rimane a stomaco vuoto”. Quali sono gli animali piu’ dormiglioni? “Quelli che vanno in letargo, come pipistrelli, ghiri e marmotte – dice l’esperto – abbassano il consumo del ‘motore’ per superare la brutta stagione. Si va dai 2-3 mesi nel Mediterraneo ai 6 mesi nel Nord Europa”. E quale meccanismo scatta per gli animali che vanno in letargo? “Significa che l’animale omeotermo, in grado di mantenere costante la temperatura corporea – afferma Fraticelli – diventa eterotermo, quando la temperatura del corpo e’ condizionata dall’ambiente esterno. Classici eterotermi sono rettili, anfibi e pesci”. Il sonno del letargo insomma equivale ad un risparmio energetico. Falso mito e’ invece che anche gli orsi vadano in letargo, mentre “dormono dopo una grande scorpacciata e durante il sonno usano queste scorte di grasso. La loro temperatura corporea pero’ non cambia”. C’e’ poi chi preferisce dormire sonni ‘tranquilli’ stando a grandi altezze oppure a forti profondita’ marine. “I rondoni, quelli neri che abitano anche in citta’ – afferma Fraticelli – di notte spariscono, si posano solo per covare le uova. Si sa molto poco su di loro: l’ipotesi e’ che per dormire vadano sempre in gruppo molto in alto, sopra i diecimila metri, per evitare le perturbazioni. Ad una temperatura bassa riducono il metabolismo per superare il freddo e dalla conformazione delle ali si e’ visto che in volo faticano di meno”. Altra specie originale sono i capodogli, che schiacciano un sonnellino anche a mille metri di profondita’. Intanto una ricerca ha mostrato che il merluzzo antartico per sopravvivere si ‘iberna’ durante l’inverno, riducendo crescita e metabolismo. Non sempre poi il ritmo notte-giorno e’ cosi’ scontato, ad esempio se in citta’ si sfrutta la luce artificiale. “Molti piccoli uccelli dormono di notte e sono attivi di giorno – afferma Fraticelli – come il pettirosso, che pero’ in citta’ con i lampioni puo’ cacciare bacche e insetti anche di notte e anche cantare”. La luce conta, infatti gli uccelli migrano a Nord per avere piu’ ore di sole, con piu’ tempo per accudire i piccoli e quindi maggiori possibilita’ di sopravvivenza. “C’e’ anche un piccolo uccello, il piovanello dalla pancia nera, che va a nidificare nella tundra artica, con luce ininterrotta d’estate, nel periodo in cui accudisce i piccoli – dice l’esperto – e per circa un mese e’ sempre vigile”. Praticamente non chiude occhio. Ma grandi attivita’ per gli animali si osservano spesso anche di notte. “Per questo d’estate abbiamo organizzato visite notturne al Bioparco – conclude Fraticelli – dove in piena attivita’ sono felini, erbivori come zebre e antilopi, che mangiano sempre, fino agli orsi. Gli scimpanze’ invece dormono, in questo sono molto simili agli umani”.

Susy Miraglia

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