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Giornata nera sul Monte Rosa, due incidenti

Due incidenti di montagna in poche ore e a poche centinaia di metri di distanza sul Monte Rosa. Il bilancio e' di un morto e di un ferito gravissimo. E' accaduto tra la notte scorsa e la mattinata di oggi nell'alta valle di Gressoney, a oltre 3.000 metri di quota, nei pressi del rifugio Gnifetti. Il primo incidente si e' verificato ieri sera: un diciottenne di Quarona (Vercelli), Matteo Calzoni, studente di scuola alberghiera, si e' perso mentre stava salendo al rifugio.

Due incidenti di montagna in poche ore e a poche centinaia di metri di distanza sul Monte Rosa. Il bilancio e’ di un morto e di un ferito gravissimo. E’ accaduto tra la notte scorsa e la mattinata di oggi nell’alta valle di Gressoney, a oltre 3.000 metri di quota, nei pressi del rifugio Gnifetti. Il primo incidente si e’ verificato ieri sera: un diciottenne di Quarona (Vercelli), Matteo Calzoni, studente di scuola alberghiera, si e’ perso mentre stava salendo al rifugio.

Alle 18 ha chiesto aiuto via telefono ai gestori della struttura, che hanno diramato l’allarme alla centrale operativa del Soccorso alpino valdostano. Due guide francesi, che si trovavano al ‘Gnifetti’, sono scese e lo hanno trovato nei pressi delle roccette Casati, a 3.500 metri di quota, privo di coscienza per un grave trauma cranico: probabilmente e’ caduto per circa 30 metri da un salto di roccia mentre cercava l’itinerario di salita. Da quel momento e’ iniziata la corsa contro il tempo. Da Gressoney sono partite due squadre, prima con i battipista e poi a piedi, marciando nella neve, al buio e con temperature fino a meno 20 gradi. Il ragazzo e’ stato raggiunto verso mezzanotte e condotto a valle con l’assistenza di un medico. A Staffal lo attendeva alle 2.30 un’ambulanza per il trasporto ad Aosta. In totale il complesso intervento di soccorso ha coinvolto 20 operatori, tra cui guide alpine, volontari e personale sanitario. Il ferito e’ stato operato questa mattina alla testa. Le sue condizioni sono definite ‘critiche’ dai medici. Neanche il tempo di svuotare gli zaini, che gli uomini del soccorso alpino sono stati chiamati per un altro intervento nella stessa zona. Uno sciatore svedese, di 32 anni, che faceva parte di una comitiva impegnata in un’escursione di eliski, e’ finito in un crepaccio sul ghiacciaio del Lys, poco sotto la Capanna Margherita, a circa 4.000 metri di quota. Un ponte di neve ha ceduto al suo passaggio: e’ caduto per 40 metri in una fessura tra rocce e ghiaccio. A dare l’allarme sono stati gli altri sei sciatori, anche loro svedesi, e la guida che erano con lui. Erano circa le 11.30. I soccorritori hanno dovuto lavorare con compressori e martelli pneumatici per allargare l’ingresso nel crepaccio, poi si sono calati con le corde al fine di recuperare lo sciatore. Ci sono volute due ore per completare l’operazione. Per lo scandinavo non c’era piu’ nulla da fare. Il corpo e’ stato composto nella camera mortuaria di Gressoney-La-Trinite’. Dei rilievi si e’ occupata la guardia di finanza di Cervinia.

Barbara Lucianelli

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