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Gemelle scomparse: spunta ipotesi avvelenamento

Le gemelline di 6 anni, Alessia e Livia (Ansa)

Un ulteriore aspetto inquietante, confermato dagli inquirenti, emerge dall’analisi del computer di proprietà di Matthias Schepps, il padre suicida delle due gemelline scomparse. 

Secondo quanto appreso, oltre ai siti sulle compagnie di navigazione tra Marsiglia e Propriano, in Corsica, l’uomo avrebbe visitato alcuni siti dove si trovano consigli e materiali per l’avvelenamento. Tutto questo può solo essere una inquietante coincidenza che però gli inquirenti prendono in considerazione.

Tra le ipotesi avanzate dal Parquet di Marsiglia, oltre ad una morte per annegamento (il padre potrebbe aver gettato le due bambine dal traghetto Scandola in navigazione notturna verso Propriano), l’uomo potrebbe aver ucciso le bambine, forse proprio avvelenandole, e chiuso i cadaveri nel bagagliaio della macchina sbarcata poi in Corsica. Per questo personale della polizia giudiziaria di Marsiglia e di Ajaccio hanno effettuato alcuni scavi in terreni limitrofi al porto di Propriano dove vengono condotte ricerche anche con l’ausilio delle unità cinofile.

FORSE INDIVIDUATO TRAGHETTO CORSICA-ITALIA 
– E’ stato forse individuato dagli investigatori il traghetto che dalla Corsica ha condotto in Italia Matthias Schepps, l’uomo di 43 anni che si è suicidato il 3 febbraio scorso lanciandosi sotto un treno nella stazione di Cerignola (Foggia) senza lasciare notizie delle due figlie, le gemelline di sei anni Alessia e Livia che aveva con sé. La notizia è stata data dal fratello della mamma delle bambine, Valerio Lucidi, nel corso di una intervista in diretta andata in onda durante la trasmissione ‘Pomeriggio sul 2’ su Rai 2. Valerio Lucidi, mentre veniva intervistato, ha ricevuto una telefonata della polizia sul cellulare e si è allontanato. Quando è tornato dal giornalista ha riferito che “forse è stato trovato il traghetto di uscita dalla Corsica”.

SI CERCA UN REGISTRATORE – Si cerca un registratore che aveva sempre con se’ Matthias Schepp, l’uomo di 43 anni che il 3 febbraio scorso si e’ tolto la vita lanciandosi sotto un treno in corsa nella stazione di Cerignola.

Il registratore potrebbe contenere un messaggio lasciato dall’uomo che chiarisca la sorte delle figlie, le gemelle svizzere di sei anni Alessia e Livia, che Matthias Schepp aveva con se’ nell’ ultimo weekend di gennaio e che poi non ha piu’ riaccompagnato a scuola, cosi’ come aveva concordato con la moglie dalla quale si stava separando, Irina Lucidi, di 44 anni.

Gli investigatori impegnati nelle ricerche delle gemelle in tre paesi, Svizzera, Italia e Francia, ipotizzano anche, da tracce lasciate nel suo computer, che l’uomo avesse premeditato da tempo la sua fuga.
 
Anche oggi continueranno le ricerche delle gemelline nella zona di Cerignola e saranno compiute, tra l’altro, ulteriori ispezioni nelle buche delle lettere esistenti nella citta’ foggiana, anche in quelle in disuso. L’uomo potrebbe aver deciso di spedire il registratore, un vecchio modello dal quale Matthias Schepp non si separava mai e che non e’ stato ritrovato ne’ nella sua abitazione in Svizzera ne’ nella sua vettura, l’Audi A6 lasciata parcheggiata davanti la stazione di Cerignola il 3 febbraio.
 
Potrebbe quindi aver spedito il registratore alla moglie cosi’ come ha fatto con i soldi che il 31 gennaio ha ritirato da piu’ sportelli bancomat di Marsiglia, in tutto 7.500 euro. Due delle buste contenenti i soldi inviate alla moglie sono state trovate qualche giorno fa in una cassetta delle lettere in disuso nei pressi della stazione di Cerignola.

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