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Gemelle: forse bimbe mai via da Svizzera

Le gemelline di 6 anni, Alessia e Livia (Ansa)

”Le gemelline potrebbero non aver mai lasciato la Svizzera”. Lo ha detto il procuratore di Losanna, Pascal Gillieron, a margine del vertice tra polizie italiana, svizzera e francese che si occupano della scomparsa di Alessia e Livia.

 ”E’ ovviamente una delle ipotesi – ha detto Gillieron – che non dobbiamo escludere. Abbiamo effettuato ricerche che sono risultate vane, ma ripeto che una delle ipotesi e’ questa”.

“L’unica cosa che ci conforta è che sull’auto di Schepp né i cani molecolari né le analisi scientifiche hanno trovato segni di persone decedute”. Lo ha detto Alfonso Fabbrocini, capo della squadra mobile di Foggia, parlando a margine del vertice delle polizie italiana, francese e svizzera che lavorano al caso delle gemelline scomparse. Fabbrocini ha confermato che il ritrovamento dei frammenti del navigatore utilizzato da Schepp potrebbe non essere utile alle indagini e ha affermato che nell’auto abbandonata nei pressi della stazione di Cerignola (Foggia) c’erano solo “oggetti di uso comune”. Sull’auto sono stati repertati fango, terriccio e vegetazione ora all’analisi della scientifica. Anche Fabbrocini ha sottolineato che in questa inchiesta “ci sono poche certezze. Sappiano che tutto ha avuto fine a Cerignola. Ma – ha detto, rispondendo a chi gli chiedeva se pensasse che le gemelle sono già morte – ho la convinzione che le dobbiamo trovare”.

La lettera con la quale Schepp ha informato la ex moglie di aver ucciso Alessia e Livia è stata inviata ad un pool di psicologi che dovranno stillare un profilo psicologico dell’uomo. Anche questo, ha detto Gillieron, e’ un tassello importante per capire ”cosa si e’ mosso nel perimetro di Matthias Schepp”.

Intanto oggi è spuntato un nuovo testimone, che va ad aggiungersi alle persone che sostengono di aver visto Matthias Schepp il primo febbraio nel piccolo centro portuale di Propriano, in Corsica, con le due gemelle Alessia e Livia vive. L’uomo, che vive a Propriano, ha raccontato agli inquirenti che quella mattina ha notato una Audi nera con targa svizzera parcheggiata dietro al palazzo municipale di Propriano e a bordo c’era un uomo con due bambine bionde sedute dietro.

L’auto era ferma. Il testimone pero’ non ha potuto riconoscere formalmente Schepp, mentre si e’ detto certo di aver visto le bambine.

La testimonianza, ora al vaglio degli inquirenti, va ad aggiungersi a quella di Olga Orneck e, se verificata, confermerebbe la presenza sull’isola delle due bambine, messa in dubbio, secondo indiscrezioni, dopo il mancato rilevamento da parte dei cani molecolari di tracce biologiche delle bambine sul traghetto che da Marsiglia ha portato Schepp in Corsica.
 
Intanto questa mattina vertice degli inquirenti francesi, italiani e svizzeri che lavorano al caso, mentre in Corsica, sotto una pioggia battente, sono riprese le perlustrazioni dei pozzi sul promontorio dietro alla spiaggia di Tamarone.
 
Il cellulare di Matthias Schepp era stato localizzato dalla polizia il 30 gennaio alle 19:30 nella zona dell’aeroporto di Lione, in Francia. Lo conferma la polizia cantonale della regione svizzera. La madre delle due
gemelle, intervistata ieri durante un programma di una radio svizzera, commentando la notizia, si e’ domandata se l’ex marito non si sia recato all’ aeroporto per prelevare un complice. L’ipotesi e’ stata confermata da un suo portavoce. La tappa lionese di Shepp, secondo gli inquirenti, potrebbe essere un ulteriore elemento a supporto delle testimonianze raccolte in Corsica che hanno rilevato la presenza di una persona con il padre delle due bambine.

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