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Galileo, scienza e fede a confronto

Un ‘caso’, quello di Galileo Galilei, che non puo’ essere considerato chiuso. Neppure dopo 400 anni, neppure dopo quattro giorni di convegno durante il quale 18 istituzioni scientifiche e religiose, coinvolte a meta’ ‘600 nella vicenda, si sono ritrovate, per la prima volta, a Firenze per una rilettura teologica, filosofica e storica di una ferita che brucia ancora, tanto all’interno della Chiesa quanto fuori. Ma la chiesa, come è emerso durante i lavori, non ha paura di parlare di Galileo, nè ieri nè oggi, perchè riflettere sulla sua vicenda significa riflettere sui problemi dell’uomo che esistono fin dall’antichita’ e che sempre esisteranno.

Un ‘caso’, quello di Galileo Galilei, che non puo’ essere considerato chiuso. Neppure dopo 400 anni, neppure dopo quattro giorni di convegno durante il quale 18 istituzioni scientifiche e religiose, coinvolte a meta’ ‘600 nella vicenda, si sono ritrovate, per la prima volta, a Firenze per una rilettura teologica, filosofica e storica di una ferita che brucia ancora, tanto all’interno della Chiesa quanto fuori. Ma la chiesa, come è emerso durante i lavori, non ha paura di parlare di Galileo, nè ieri nè oggi, perchè riflettere sulla sua vicenda significa riflettere sui problemi dell’uomo che esistono fin dall’antichita’ e che sempre esisteranno.

Non poteva dunque che concludersi in maniera aperta il convegno internazionale, che dal 26 maggio a oggi ha messo a confronto istituzioni come Specola, Cnr, Normale di Pisa, Pontificia Accademia delle Scienze, Accademia dei Lincei. I lavori, aperti alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano nella basilica di Santa Croce, dove Galileo riposa, si sono chiusi oggi a Villa Il Gioiello, sulle colline di Firenze, dove lo scienziato pisano visse recluso dopo la condanna e dove mori’, orami cieco, nel 1642. Alla tavola rotonda finale hanno partecipato stamani, moderati dal giornalista Gad Lerner, gli studiosi Evandro Agazzi, Paolo Galluzzi, Paolo Prodi e Adriano Prosperi. Gli atti del convegno verranno pubblicati entro la fine dell’anno dalla casa editrice Olschki. “Nostra intenzione – ha detto l’ideatore del convegno, padre Ennio Brovedani, presidente della Fondazione Stensen di Firenze – era fare un po’ di ‘igiene mentalè su una vicenda che percepivamo come inquinata da posizioni contrapposte, intransigenti o ideologiche”. E per quattro giorni si sono susseguiti oltre 30 relatori di fama internazionale che hanno ripercorso le tappe del ‘caso’, dalla condanna anticopernicana (1616) al processo del 1633, dalla censura ecclesiastica al ruolo dello scienziato nell’Otto e Novecento, dal Concilio Vaticano II fino alla ‘riabilitazionè del 1992. “Il caso Galileo – ha sottolineato Galluzzi, direttore dell’Istituto e museo della scienza di Firenze e curatore della mostra dedicata allo scienziato e alla storia dell’astronomia, in corso a Palazzo Strozzi – rappresenta un momento di tensione oggettiva che ripropone l’eterno problema tra il vivere insieme ed accettare regole comuni, e mantenere la liberta’ di coscienza. In questo senso la vicenda non è chiusa e non lo sara’ mai perchè riguarda problemi fondamentali dell’umanita”’. Il convegno rientra nelle celebrazioni dell’Anno galileiano cui aderiscono le istituzioni toscane con iniziative, mostre e convegni. Tra le curiosita’, il fatto che domani a Pisa verra’ ripetuto (ore 16) il famoso esperimento della caduta dei gravi dalla Torre pendente, e l’idea della Regione di donare piccoli telescopi agli alunni toscani.

Daniele Romano

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