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Fumo, vendite in calo

Un pacchetto di 'bionde' in meno al mese acquistato da ciascun fumatore. E' probabilmente questo il risultato piu' tangibile a sei anni dall'entrata in vigore della legge 3/2003 'Tutela della salute dei non fumatori', la cosiddetta 'legge Sirchia' dal nome dell'allora ministro della Salute.

Un pacchetto di ‘bionde’ in meno al mese acquistato da ciascun fumatore. E’ probabilmente questo il risultato piu’ tangibile a sei anni dall’entrata in vigore della legge 3/2003 ‘Tutela della salute dei non fumatori’, la cosiddetta ‘legge Sirchia’ dal nome dell’allora ministro della Salute.

A tracciare un bilancio degli effetti della legge e’ lo stesso dicastero. Meno vendite, dunque, grazie alla ribattezzata ‘legge anti-fumo’, anche se il numero dei fumatori in Italia da sei anni a questa parte rimane sostanzialmente stabile. Insomma, consumatori non in calo ma in pratica meno ‘accaniti’ nel vizio. Segno comunque, avverte il ministero, che la guardia deve restare alta per continuare nella lotta contro quella che l’Organizzazione mondiale della sanita’ definisce una vera e propria ‘epidemia di tabagismo’. E l’attenzione e’ forte anche sul fronte dei controlli: Dal 2005 ad oggi i Carabinieri della Salute Nas hanno compiuto oltre 17.400 controlli in tutta Italia, e rispetto al 2005 le multe a fumatori sono raddoppiate.

– STABILE QUOTA FUMATORI: Nel 2003, prima della legge, la prevalenza dei fumatori era del 23,8%. Nel 2010, secondo dati ISTAT, la percentuale dei fumatori e’ del 22,8%, (29,2% gli uomini e 16,9% le donne); da 6 anni, quindi, il numero di fumatori in Italia oscilla intorno a valori compresi tra il 22% e il 23%, ”senza – afferma il ministero – che si riesca ad ottenere una riduzione piu’ significativa”. I valori piu’ alti si hanno tra i giovani adulti di eta’ compresa tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 32.3% (39,7% i maschi e 24,4% le femmine) in aumento rispetto al 2009. E’ stabile invece, la prevalenza tra i giovani di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni con un valore del 21,5% (27,4% i maschi e 15,5% le femmine). Riguardo i piu’ giovani, in Italia soltanto l’1% circa dei maschi e lo 0,2% delle femmine di undici anni ha dichiarato di fumare con frequenza almeno settimanale. La quota di ragazzi che riferisce tale abitudine cresce maggiormente nel passaggio tra i 13 (4,4% maschi – 3,68% femmine) e i 15 anni (19% maschi – 19,4% femmine). Inoltre, mentre fra i piu’ giovani sono i maschi a fumare di piu’, man mano che l’eta’ aumenta, i tassi di maschi e femmine diventano simili o superiori nelle femmine.

– CALA VENDITA ‘BIONDE’: Le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,2%, rispetto al 2009. Secondo i dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, nel corso del 2009 sono stati venduti oltre 106 milioni di pacchetti in meno, quasi 1 pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore. Le vendite totali sono tornate a livelli inferiori di quelli di 20 anni fa e, da quando e’ entrata in vigore la legge, la diminuzione delle vendite di sigarette e’ stata pari a circa il 12% con una diminuzione media di 1,7% l’anno.

– 17.400 CONTROLLI NAS IN 5 ANNI: Dal 2005 ad oggi i Nas hanno compiuto oltre 17.400 controlli in tutta Italia, presso diverse tipologie di locali (stazioni ferroviarie, ospedali, uffici, discoteche), che hanno evidenziato il sostanziale rispetto della norma. Nel 2010 i NAS hanno eseguito un totale di 3.143 ispezioni contestando 269 infrazioni. Inoltre, le multe ai fumatori sono raddoppiate rispetto al 2005.

– LA LEGGE ‘ANTI-BIONDE’: Quella italiana e’ stata tra le prime leggi ‘antifumo’ in Europa: vieta il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi i luoghi di lavoro, consentendo di riservare ai fumatori appositi locali ventilati.

Gabriella Sarno

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