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Fritzl, è ergastolo

Ergastolo. Gli otto giurati hanno raggiunto un verdetto unanime. Josef Fritzl è stato riconosciuto colpevole dell'omicidio di Michael, uno dei bambini che la figlia Elisabeth, nella cantina dove il padre l'ha segregata e violentata per 24 anni, aveva dato alla luce incinta di lui.

Ergastolo. Gli otto giurati hanno raggiunto un verdetto unanime. Josef Fritzl è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Michael, uno dei bambini che la figlia Elisabeth, nella cantina dove il padre l’ha segregata e violentata per 24 anni, aveva dato alla luce incinta di lui.

La figlia Elisabeth, stando alla sua legale Eva Plaz, prima della sentenza ha detto di volere che il genitore paghi “per i suoi delitti fino alla morte”.

Josef Fritzl, 73 anni, è stato condannato anche per tutti gli altri capi di imputazione a suo carico, violenza carnale, sequestro di persona, riduzione in schiavitù. Dovrà scontare la pena in un carcere per delinquenti con problemi psichici.

I giudice della corte hanno accolto le richieste del pm Christiane Burkheiser, che stamane, pronunciando la sua arringa finale, aveva chiesto per Fritzl il massimo della pena. “Non credete alle dichiarazioni di pentimento dell’imputato”, aveva detto il pm.

In un clima di grande attesa, scortato da una decina di agenti speciali, Fritzl era arrivato poco prima delle 9 al Landesgericht, il palazzo neoclassico del tribunale regionale della piccola St. Poelten. Anche oggi si è presentato a volto scoperto, ha rinunciato a nascondere il viso dietro un raccoglitore come aveva fatto nel primo giorno di udienza lunedì. La seduta è cominciata con l’arringa della pm Burkheiser.

L’imputato, ha detto il magistrato, ieri si è dichiarato colpevole di tutti i reati contestatigli: dall’omicidio per trascuratezza del piccolo Michael, fino alla riduzione in schiavitù della figlia e dei sette bimbi nati dagli stupri incestuosi continuati, al sequestro di persona, alla violenza carnale ripetuta.


L’imputato merita dunque il massimo della pena, ha sottolineato la giovane magistrato, rivolta con lo sguardo deciso alla Corte presieduta da un’altra donna magistrato in prima linea nella lotta alla violenza sessuale, la giudice Humer.

Fritzl ha chiesto di prendere brevemente la parola: “Sono pentito nel profondo del cuore, mi spiace profondamente di quanto ho commesso, ma so che non posso farci più nulla”, ha detto. Immediata, dura la replica di Christiane Burkheiser: “Non credetegli”, ha detto rivolta a corte e giurati. “Non credete alle sue scene e assicurazioni di pentimento, non è questo il suo vero volto. Il suo vero volto è quello che ha mostrato nei 24 anni di martirio inflitti alla figlia e ai bimbi nati dai suoi stupri incestuosi”.

Il difensore del mostro, avvocato Rudolf Mayer, aveva chiesto alla corte e ai giurati di considerare che le anormalità psicologiche di cui Fritzl è vittima come attenuanti. E ha detto che la morte del piccolo per trascuratezza non dovrebbe venir considerata come omicidio nel decidere la sentenza.

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